TORINO – Lāanomala parentesi primaverile che ha dominato il Nord Italia ha i giorni contati. A partire dalla serata di martedƬ 30 dicembre, l’anticiclone cederĆ il passo a unāirruzione di aria fredda di origine artica che, pur puntando i Balcani, colpirĆ di striscio il Piemonte. Questo cambio di scenario porterĆ un rapido aumento della nuvolositĆ , con possibili deboli piovaschi o nevischio sopra i 600-900 metri tra le aree pedemontane e le vallate alpine nelle prime ore di mercoledƬ. Nonostante l’assenza di precipitazioni abbondanti, il vero protagonista del passaggio tra il vecchio e il nuovo anno sarĆ il crollo termico: le temperature massime faticheranno a superare i 4-5°C in pianura, restituendo alla regione un volto decisamente più consono alla stagione invernale.
Gelo intenso e gelate estese: le previsioni per il 1° gennaio
Il passaggio al 2026 sarĆ segnato da un clima asciutto ma pungente, con il ritorno di gelate estese e marcate su tutto il territorio regionale. Tra la notte di San Silvestro e la giornata di Capodanno, i cieli parzialmente nuvolosi favoriranno minime abbondantemente sotto lo zero, specialmente nelle aree rurali e nelle conche alpine. In quota il freddo sarĆ estremo: tra i 1.000 e i 2.000 metri si attendono punte di -10°C, accentuate dalla presenza di neve al suolo. Questa fase di freddo secco ci accompagnerĆ fino ai primi giorni di gennaio, prima di un possibile sblocco atlantico atteso verso lāEpifania, che potrebbe riportare la neve sui confini alpini e piogge sparse in pianura.
































