Rifugio per migranti di Oulx: stop ai fondi pubblici e tagli al personale

OULX – In alta Valsusa si consuma un ridimensionamento drastico per una delle strutture simbolo dell’accoglienza. La Fondazione che gestisce la struttura ha avviato le procedure di licenziamento per gli operatori in forza al Rifugio Massi di Oulx, presidio che dal 2018 garantisce riparo e supporto ai flussi di persone in transito verso il confine. La decisione, maturata dopo circa tre anni di appelli rimasti inascoltati, è legata al completo prosciugamento delle risorse finanziarie e all’assenza di sovvenzioni da parte delle istituzioni locali e nazionali.

Costi insostenibili per la gestione dei migranti

I tagli colpiranno un organico composto storicamente da otto-dieci lavoratori. L’assenza di sostegno economico istituzionale ha reso impossibile sostenere gli stipendi e le spese operative quotidiane. Di conseguenza, nel breve periodo la Fondazione abbandonerà del tutto la gestione della struttura, non potendo più garantire la sostenibilità economica dell’opera. Per approfondire il quadro normativo sull’accoglienza straordinaria e il ruolo degli enti locali, è possibile consultare le direttive del Ministero dell’Interno, mentre per i dettagli sulla storia del territorio e della rete di solidarietà alpina si può fare riferimento alla scheda ufficiale del Comune di Oulx.

Quale futuro per la struttura e l’accoglienza in Valsusa?

L’immobile dell’ex casa per ferie dei Salesiani rimarrà di proprietà della Fondazione, ma la diretta conduzione dei servizi per i migranti passerà di mano. Secondo le prime indiscrezioni, potrebbe subentrare a breve un’altra associazione per evitare l’interruzione dell’assistenza. Resta tuttavia l’incertezza sul destino dei lavoratori storici, che in questi otto anni hanno gestito accoglienza e soccorso anche in condizioni di grave sovraffollamento.

Ultimi articoli

Ultimi articoli