Bardonecchia, sicurezza e valanghe: «Evacuare è l’unica strategia per il Gran Vallone»

BARDONECCHIA – Il ruolo del Consorzio Forestale Alta Val di Susa è fondamentale per la salvaguardia di Bardonecchia, specialmente nella frazione di Rochemolles. Come spiega la dottoressa Francesca Rava, tecnico forestale di grande esperienza, gli interventi realizzati tra la fine del secolo scorso e i primi anni 2000 sul bacino del Fourn hanno permesso di modellare difese naturali, come il “montarozzo”, per proteggere l’abitato. Sebbene il vallo artificiale abbia contenuto efficacemente gli accumuli nevosi dello scorso febbraio, la memoria corre al 2018, quando l’eccezionalità degli eventi rese l’evacuazione l’unica misura di sicurezza applicabile a fronte di scarichi che avrebbero sormontato ogni protezione.

La difesa di Bardonecchia e il Consorzio Forestale

La sfida più complessa resta però la valanga del Gran Vallone, che minaccia la parte orientale di Rochemolles. A differenza del Fourn, qui la morfologia del terreno e l’ampiezza del bacino ad alta quota rendono le opere di difesa fisse pressoché inutili. «L’evacuazione risulta essere l’unica strategia», afferma Rava, evidenziando come il pericolo maggiore sia il “soffio” della valanga nubiforme, capace di abbattere alberi e linee elettriche. Per il futuro, l’obiettivo non è costruire nuove barriere impattanti, ma potenziare i monitoraggi del manto nevoso e installare nuove stazioni meteorologiche con nivometri per affinare i sistemi di allerta precoce.

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