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Quando si andava in barca sul Lago del Moncenisio, battaglie tra Cristiani e Turchi Uno dei valichi più famosi della storia, noto per il bellissimo lago

Barca al Lago del MoncenisioBarca al Lago del Moncenisio

Ristorante delle Alpi

MONCENISIO – Moncenisio, il suo lago. Il Lago del Moncenisio sembra quasi un piccolo mare. Ricoprendo una superficie di ben 660 ettari e contenendo fino a 315 milioni di metri cubi di acqua. Si trova appena al di là del confine francese, a 2083 metri di quota. Sebbene le acque cristalline nelle giornate più calde invitino ad un bagno, bisogna resistere alla tentazione. L’acqua non supera mai i nove gradi e pertanto il Lago non è balneabile. Nel lago c’è il ponte napoleonico, la strada, l’antico paese, la diga e l’Ospizio. L’Ospizio fu fatto costruire nell’800  e venne poi ricostruito nel 1800. Era il punto di ristoro per i viandanti. Un piccolo mondo sommerso. E sul lago? Sul lago piccolo, prima della costruzione della diga attuale, c’era un servizio di barche. Questo con gli anni, per motivi di sicurezza, fu interrotto.

LA FESTA COME A RODI

Una grande festa sul lago è nelle cronache di Piero Coccoluto Ferrigni che descrive una rappresentazione particolare. “Per le nome di Carlo Emanuele il Grande, con Madama Cristina di Francia. Le pubbliche feste giunsero al più alto grado di magnificenza. Correva l’anno 1620 giungendo Madama Cristina col suo seguito in vetta al Moncenisio, trova i cavalieri della Corte di Savoja, deputati a riceverla, che la condussero con grandi dimostrazioni di gioia entro un gran salone eretto appositamente per offrirle grato riposo e rinfreschi d’ogni maniera. Dalle finestre della sala si scorgeva il lago che stende le chete sue acque in cima a quelle eccelse montagne, e in mezzo ad esse l’isoletta, con macchine ed armature di legno accomodata a rappresentare la città e fortezza di Rodi. Stavano intorno all’isola, galleggianti su quelle acque chiare due flotte. Una di Turchi, inalberante lo stendardo rosso della mezzaluna d’argento, l’altra di Cristiani sotto il vessillo della Croce bianca dei Cavalieri di Rodi, e dell’aquila nera di Savoia. Sulle sponde del lago erano schierati ed opposti i due eserciti nemici. Al segnale delle trombe cominciò la battaglia in terra ed in marre sconfitti gli infedeli l’isola di Rodi fu occupata dai Cavalieri di Cristiani“.

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