AVIGLIANA – Ad Avigliana la ricorrenza della Liberazione si trasforma in unāoccasione di mobilitazione collettiva con lāevento “Che viva 25 Aprile”, una manifestazione che nasce dalla collaborazione tra lāAnpi locale e il collettivo “Il Loro Grido ĆØ la Mia Voce”, con il patrocinio del Comune. L’iniziativa, ospitata nella cornice del parco Alveare Verde, vuole essere Ā«una giornata di festa popolare, politica e culturaleĀ» pensata per contrastare il ritorno di ideologie autoritarie nelle societĆ contemporanee. La giornata del 25 aprile inizierĆ con le cerimonie istituzionali e il corteo solenne, arricchito dai saluti del sindaco Andrea ArchinĆ e dalle voci delle scolaresche, per poi spostarsi verso una dimensione conviviale. Momento nevralgico sarĆ il pranzo antifascista delle ore 13:00, descritto dagli organizzatori come un appuntamento Ā«imprescindibile: unāoccasione conviviale, ma anche il cuore economico che permette di finanziare gran parte dellāiniziativaĀ», unendo cosƬ la solidarietĆ concreta alla celebrazione ideale.
Al parco Alveare Verde musica, cultura e il pranzo antifascista per sostenere i valori della Resistenza
Il programma pomeridiano punta a rendere la Resistenza una Ā«pratica viva, non un ricordo in bianco e neroĀ», coinvolgendo attivamente le nuove generazioni attraverso linguaggi artistici e performativi. Sul palco si alterneranno artisti come Federico Sirianni e Bunna & The Black City, ma il vero fulcro sarĆ l’impegno dei giovani dellāItc Galileo Galilei e del Treno della Memoria. Gli studenti porteranno in scena la ricerca “Donne in cerca di guai”, ridando voce alle partigiane delle valli Susa e Sangone, perchĆ© Ā«senza il loro sguardo e il loro impegno, la Resistenza rischia di diventare solo passato, mentre ĆØ soprattutto futuroĀ». Tra laboratori e interventi musicali, la giornata manterrĆ una forte impronta etica: i fondi raccolti, una volta coperte le spese organizzative, saranno devoluti al Rifugio Massi di Oulx. In questo modo, Avigliana riafferma il valore della memoria attiva, trasformando la storia in un ponte verso l’accoglienza e la partecipazione civile consapevole.
































