AVIGLIANA – La situazione dei lavoratori della Primotecs di Avigliana ĆØ precipitata in un clima di profonda incertezza, trasformandosi in un caso emblematico di crisi istituzionale. Nonostante gli accordi presi precedentemente, che prevedevano il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per area di crisi complessa fino al 31 dicembre 2026, il Ministero e la Regione Piemonte hanno improvvisamente ridotto la copertura al 30 giugno. Questa decisione unilaterale lascia 158 famiglie nel limbo, dimezzando di fatto i tempi di tutela sociale inizialmente garantiti. I sindacati e i rappresentanti politici locali denunciano un voltafaccia burocratico che ignora il lato umano della vicenda: “Sei mesi cancellati non sono un dettaglio burocratico: sono la differenza tra avere un orizzonte e trovarsi in mezzo a una strada”, evidenziando come la stabilitĆ economica del territorio sia ora seriamente minacciata da scadenze amministrative prive di visione.
La protesta ad Avigliana: “Sei mesi cancellati, un danno gravissimo per 158 famiglie”
Oltre al dramma sociale immediato, la riduzione della CIGS rappresenta un ostacolo insormontabile per il rilancio industriale del sito produttivo. Accorciare drasticamente i tempi della protezione sociale significa, nei fatti, sabotare ogni possibile trattativa con potenziali acquirenti, rendendo lo stabilimento meno appetibile e accelerando la strada verso la dismissione definitiva. Le forze di opposizione hanno giĆ depositato interrogazioni urgenti, chiedendo alla Giunta Cirio e al Governo un intervento risolutivo per ripristinare i termini originari dell’accordo. La condanna verso la gestione politica della crisi ĆØ netta: “Si sta di fatto condannando Primotecs alla chiusura, scaricando la responsabilitĆ su una scadenza amministrativa invece di assumerla politicamente”. Senza un ripristino immediato delle coperture fino a fine anno, il destino di Avigliana sembra segnato da una politica fatta di promesse non mantenute.
































