La storia della Sindone: il Sacro lenzuolo testimone della passione di Gesù La reliquia è stata custodita per più di 500 anni da Casa Savoia

Sindonefoto Agenzia Italia

La storia della Sindone: il Sacro lenzuolo testimone della passione di Gesù. Sabato 3 aprile, in occasione della Pasqua, ci sarà un’ostensione speciale della Santa Sindone. I fedeli, a causa della pandemia non potranno contemplare la reliquia in presenza. Potranno però farlo online sulla pagina Facebook della Cattedrale di Torino a partire dalle ore 16,30 e su TV2000 a partire dalle ore 17. Ma cosa rappresenta la Sindone e come è giunta fino ai giorni nostri?

IL SIGNIFICATO DELLA SINDONE

La Sindone è un lenzuolo di lino cucito a mano a trama di spina di pesce e dal colore giallo ocra. Le sue misure sono di 441 centimetri di lunghezza e 111 di lunghezza. Su di essa è visibile l’immagine di un uomo maschio adulto, con la barba e i capelli lunghi che porta segni riconducibili alle torture che ha subito Gesù. Il telo sarebbe stato utilizzato per avvolgere il suo corpo nel sepolcro. Il termine sindone deriva dal greco sindon, che indica un lenzuolo di lino.

LA SUA PRIMA TESTIMONIANZA

La prima testimonianza della Santa Sindone risale al 1353, quando il cavaliere Goffredo di Charny, la dona alla Collegiata di Lirey, da lui stesso fondata. La prima ostensione si tiene nel 1355 e nel 1415 Margherita di Charny, nipote di Goffredo, insieme al marito Umberto de la Roche, riprende in consegna la reliquia per metterla al sicuro dalla guerra scoppiata tra Borgogna e Francia. Tornata la pace essa si rifiuta di restituirla alla collegiata ed organizza una serie di ostensioni in giro per l’Europa. Nel 1453 la vende ai Savoia, che la custodiranno fino al 1983.

IL SACRO LENZUOLO A CHAMBÉRY

I Duchi di Savoia conservano la Sindone nella loro capitale Chambéry, dove nel 1502 fanno edificare una cappella a lei dedicata. Il primo evento nefasto ha luogo nel 1532. Nella notte tra il 3 ed il 4 dicembre, la cappella va a fuoco e la reliquia rischia di venire distrutta. Viene portata in salvo grazie ad un consigliere del duca, due frati del vicino convento ed alcuni fabbri. Tuttavia il lenzuolo è stato rovinato da alcune gocce di argento fuso del suo reliquiario, che lo hanno bruciato in più punti. Viene quindi affidato alle suore clarisse, che lo riparano applicando dei rappezzi alle bruciature più grandi. La reliquia viene cucita su una tela di rinforzo.

UN PERIODO DI SPOSTAMENTI

Nel 1535 il Ducato di Savoia viene occupato dalla Francia e Carlo III, fuggendo da Chambéry, porta con sé la Sindone. Essa viene custodita al Castello di Rivoli, a Torino, Vercelli e Nizza. Torna nella capitale del ducato nel 1560 con il Duca Emanuele Filiberto.

IL TRASFERIMENTO A TORINO

Il nuovo sovrano nel 1563 sposta la capitale a Torino, ma la reliquia resta in Savoia. Il suo trasferimento nel capoluogo subalpino è avvenuto grazie al voto di San Carlo Borromeo. L’Arcivescovo di Milano, durante l’epidemia di peste che colpì la città nel biennio 1576-1577, fece voto di recarsi a piedi a Chambéry per venerare la Sindone se l’epidemia fosse passata. Per onorare questo voto nell’ottobre 1578 inizia il pellegrinaggio, ma il Duca Emanuele Filiberto, per agevolare il santo, decide di trasferire il Sacro Lenzuolo a Torino. Il pellegrinaggio dura cinque giorni ed il monarca riceve l’arcivescovo al Castello di Masino. Da quel momento la reliquia, tranne che per brevi periodi, rimarrà sempre a Torino.

LA CAPPELLA DELLA SINDONE

Nel 1694 viene collocata nella magnifica cappella edificata tra il Duomo e il Palazzo Reale dall’architetto Guarino Guarini. Custodita per un breve periodo a Genova durante l’assedio francese di inizio Settecento, tornerà a viaggiare nel 1939. Per porla al riparo dai bombardamenti e soprattutto da Hitler, che aveva più volte comunicato il suo desiderio di impadronirsene, viene nascosta nel Santuario di Montevergine, in Campania. Tornerà a Torino nel 1946.

IL PERIODO SABAUDO

Le ostensioni della Santa Sindone erano organizzate il Venerdì Santo, il 4 maggio, festa liturgica della Sindone e nei momenti più importanti per Casa Savoia, come matrimoni e battesimi. La reliquia veniva presentata alla folla in Piazza Castello a Torino, sorretta dalle mani dei vescovi. La prima ostensione in una teca avviene nel 1931 in occasione delle nozze tra l’allora Principe Ereditario Umberto e la Principessa Marie José del Belgio.

IL CENTRO INTERNAZIONALE DI SINDONOLOGIA

Nel 1898 l’avvocato torinese Secondo Pia la fotografa per la prima volta. Il fatto sorprendente è che sul negativo fotografico essa appare “al positivo”, vale a dire che l’immagine stessa è in realtà un negativo. La reliquia viene nuovamente fotografata nel 1931. Con la fine della monarchia essa rimane di proprietà dei Savoia e nel 1959, con l’obiettivo di promuovere studi e ricerche, viene istituito il Centro Internazionale di Sindonologia. Negli anni ’70 vengono organizzati i primi studi scientifici e nel 1983 Re Umberto II la lascia in eredità al Papa. Giovanni Paolo II stabilisce che la Sindone debba rimanere a Torino e nomina l’arcivescovo della città suo custode.

DAL 1997 AI GIORNI NOSTRI

Nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1997 un incendio scoppiato nella Cappella della Sacra Sindone la mette di nuovo in pericolo. Fortunatamente il Sacro lenzuolo,  nel 1993 era stato spostato al centro del coro della Cattedrale e quindi non subisce danni. Nel 2002 vengono rimossi i lembi di tessuto bruciato nell’incendio del 1532 ed i rattoppi applicati dalle suore di Chambéry. Viene sostituito il cinquecentesco telo di sostegno ed il lenzuolo viene stirato meccanicamente per eliminare le pieghe e ripulito dalla polvere.

LE OSTENSIONI OGGI

Ogni ostensione attira migliaia di pellegrini e vede la presenza di esponenti di Casa Savoia, la Dinastia che ha magistralmente custodito la reliquia per tanti secoli. L’ultima grande ostensione si è svolta dal 18 aprile al 24 giugno 2015. Il 21 giugno dello stesso anno è giunto a Torino Papa Francesco ed alla Messa solenne Casa Savoia è stata rappresentata dal Principe Emanuele Filiberto con la moglie Clotilde Courau e le Principessine Vittoria e Luisa.

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Fonte foto Agenzia Italia. Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia! Segui e metti mi piace al canale YouTube L’Agenda.