Inverni troppo miti, la processionaria ora risale le vette

PIEMONTE – L’infestazione di processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) sta colpendo duramente i versanti soleggiati delle Alpi Cozie, destando forte preoccupazione tra gli escursionisti. Le larve, note per i peli urticanti pericolosi per uomini e animali, stanno colonizzando quote sempre più elevate. Ā«Purtroppo alle fluttuazioni cicliche si aggiungono i cambiamenti climatici: gli inverni miti hanno garantito una maggior sopravvivenza delle popolazioniĀ», spiega Elisa Ramassa, guardiaparco del Gran Bosco di Salbertrand. Il fenomeno non ĆØ solo una minaccia per la salute pubblica, ma causa gravi defogliazioni ai pini silvestri, indebolendo l’ecosistema boschivo.

Allarme nei Parchi Alpi Cozie: il cambiamento climatico favorisce la proliferazione del lepidottero, con rischi per la salute e per i boschi di pino silvestre

Le caratteristiche “processioni” di bruchi, che solitamente avvenivano in primavera, sono oggi visibili giĆ  tra dicembre e gennaio a causa delle temperature anomale. Sebbene il decreto del 2021 abbia abrogato l’obbligatorietĆ  della lotta su scala nazionale, la gestione resta in mano ai Comuni per tutelare le aree frequentate. Il personale dei Parchi monitora costantemente la situazione, invitando alla massima prudenza: il contatto con i nidi filamentosi o con le larve in migrazione verso il suolo può causare gravi irritazioni cutanee e respiratorie, rendendo fondamentale evitare il contatto diretto nelle zone più colpite.

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