CHIUSA SAN MICHELE. Nel paese di Chiusa San Michele sotto la Sacra torna la tradizionale festa “Gusto di Meliga“. Un momento per promuovere il lavoro e tradizione del Pan éd Melian. Cultura, artigianato, tradizioni, sport e buona cucina si sono susseguiti in una serie di eventi tutti legati al mais. Si è ripetuto il successo della precedente edizione e per le vie del paese alcune migliaia di persone hanno animato Chiusa. La formula è rimasta invariata con quattro giorni di festa, tra cui la corsa podistica per i campi di mais con pizza party al termine della competizione.
LE MANIFESTAZIONI
Poi ecco la cultura con la c maiuscola con due conferenze:”Negozi e Botteghe della Chiusa di un tempo” e “Le Pietre della Sacra e storie geologiche e papere”. Sabato sera c’è stato un momento di festa aperto a tutti: birra e grande grigliata con il sottofondo musicale del gruppo “Klaribrass”. Il clou della manifestazione è stata la festa del Pan éd Melia, domenica 20 settembre, che ha compreso anche quest’anno la presenza della mostra mercato dei prodotti tipici e dell’artigianato locali, con circa centocinquanta bancarelle disposte per le vie del paese. Passeggiando lungo il paese i visitatori hanno trovato punti di degustazione del “Pan éd Melia” e di altri prodotti tipici dedicale. Tra le altre attrazioni della giornata c’è stato da registrare la dimostrazione della sgranatura scuole di lana, e canapa e della meliga con macchine. Anche i bambini hanno avuto il loro spazio con saranno giostre e iniziative a loro dedicate.
LE PASTE DI MELIGA
Le paste di meliga del Gusto di Meliga di Chiusa San Michele (in piemontese paste ‘d melia) sono un biscotto frollino tipico del Piemonte. In particolare, del cuneese, del biellese e bassa Valsusa. Sono dolci a base di farina di frumento, farina di antico mais piemontese (melia o meira in piemontese), burro, zucchero, miele, uova, e scorza di limone. Di origine antica, si vuole che siano nati per necessità di fronte ad un cattivo raccolto che aveva fatto salire alle stelle il prezzo del frumento. I fornai cominciarono quindi a mescolare il fior di farina, oggi definito farina 00. Anche con il fumetto di mais, cioè con la farina ricavata dal mais macinata finissima, del tipo non utilizzabile per la polenta ma destinata a confezionare dolci. La peculiarità della macinazione molto fine favorisce la realizzazione di un biscotto dal gusto particolarmente definito e di struttura molto friabile.
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