Il Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo di Alpignano chiede il ritorno in classe delle classi seconde e terze

ALPIGNANO – Il Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo di Alpignano chiede il ritorno in classe delle classi seconde e terze. I Presidenti del Comitato Genitori e del Consiglio di Istituto dell’IC Alpignano, unitamente ai propri omologhi di Pianezza, Druento, San Gillio e Givoletto ed alla presidente dell’associazione Comitato Genitori di Alpignano, hanno inviato un appello ai soggetti interessati, per sollecitare la riapertura, in presenza, anche delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado.

IL DOCUMENTO

“Richiesta di didattica in presenza per le classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado. Egregio Presidente del Consiglio, Egregi Ministri. Ci rivolgiamo a voi come Presidenti di Consiglio di Istituto, Presidenti di Comitati Genitori, ma principalmente, appunto, come genitori. La scuola ĆØ un diritto fondamentale per i nostri figli! ƈ nostro compito genitoriale tutelare l’istruzione ed il benessere psicofisico del nostri figli. ƈ inaccettabile come dopo un anno dall’inizio della pandemia, che ha stravolto il mondo intero, a pagarne il prezzo più alto siano i nostri figli. Abbiamo apprezzato la Sua decisione, Presidente Draghi, di riportare in classe i bambini più piccoli, anche in zona rossa. Vi richiediamo tuttavia un ulteriore gesto di attenzione nei confronti, in particolare, dei ragazzi del secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado, che da inizio anno scolastico hanno svolto poco più di 30 giorni dl scuola in presenza”.

IN DAD

“Vogliamo sottolineare da quanto perduri drammaticamente tel tempo la scelta di lasciare questi ragazzi in DAD, che non ĆØ crescita, non ĆØ istruzione e non ĆØ nĆ© deve essere la soluzione. Può essere un valido aiuto, per superare l’emergenza, ma non può diventare il sostituto dl quella istruzione che permette, oltre che l’apprendimento didattico, una formazione a livello di maturitĆ  sociale che soprattutto nella fascia 12/13 ĆØ basilare. Questa fascia di etĆ  ĆØ la maggiormente colpita dall’inizio di questa pandemia. Crediamo che sia arrivato il momento di salvaguardare i diritti inalienabili di questa etĆ . Vogliamo citare la Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176, ponendo particolare attenzione all’art 28 (“Gli stati adottano misure per promuovere la regolaritĆ  della frequenza scolastica e la diminuzione del tasso di abbandono della scuola”). Il rischio di dispersione scolastica in questo momento ĆØ molto alto”.

I RAGAZZI

“I ragazzi della fascia di etĆ  dei 12/13 anni si trovano a compiere scelte importanti per la loro istruzione e per la loro vita, ma da quasi un anno sono confinati nelle toro abitazioni, davanti ad uno sterile computer, e per quanto gli istituti cerchino di garantire il maggior numero di ore di DAD, si tratta sempre di essere soli davanti ad un monitor. Privi del confronto con i loro coetanei, della struttura scolastica che li forma anche sul piano della socialitĆ , del rispetto, del confronto – tutti elementi fondamentali nella crescita individuale – sono purtroppo soggetti a sempre più disagi dovuti all’iperconnessione e all’isolamento”.

LA FAMIGLIA

“Vogliamo sottolineare anche che questa etĆ  porta inevitabilmente i genitori, per motivazioni di lavoro, a lasciare i figli da soli a casa, a doversi auto gestire: questo ĆØ ciò che accade da più di un anno. Non ne risente solo l’istruzione dei nostri figli, ma anche il benessere emotivo e psicologico dei ragazzo in primis e a cascata dell’intera famiglia. Crediamo che sia arrivato il momento che la Scuola, non solo a parole, diventi un servizio essenziale e come tale garantisca la frequenza in presenza di tutti gli ordini di scuola. Ci aspettiamo sforzi maggiori dalle istituzioni per permettere la frequenza di tutta la scuola secondaria. Comprendiamo che il rischio maggiore sia l’assembramento insito nel trasporto, ma questo ĆØ un problema organizzativo che deve trovare una rapida soluzione. Sul nostro territorio, peraltro, vi ĆØ stato un grande sforzo da parte dei Comuni per garantire un aumento del trasporti. ƈ comunque inaccettabile che un problema logistico, oramai noto da tempo, ma mai seriamente affrontato, costringa i nostri ragazzi a rinunciare ad un loro diritto fondamentale”.

LA SALUTE

“Non vogliamo citare tutti gli studi medici che stabiliscono che la scuola non ĆØ luogo di contagi, nĆ© studi clinici sull’Impatto che il perdurare della DAD ha sul nostri figli. Vogliamo portare la Vostra attenzione sul fatto che viviamo in un momento di pandemia e spesso si ĆØ sottolineato come la societĆ  sia cambiata per adeguarsi alle nuove restrizioni. La Scuola si ĆØ adeguata, ĆØ diventata uno dei posti più sicuri dove i nostri figli possono stare, compatibilmente con la situazione attuale. Questo non ci esime dal ritenere che la scuola in presenza sia un diritto e vada mantenuta e garantita per tutte le classi della scuola secondaria di primo grado. Auspichiamo che le nostre parole possano esplicitarVi le difficoltĆ  che i nostri figli vivono nel quotidiano. Ma soprattutto manifestino con forza la speranza che nutriamo in una veloce ripresa della didattica in presenza almeno fino alla terza media inclusa”.

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