AVIGLIANA – Un importante passo avanti per la valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale in Val di Susa: la Regione Piemonte ha destinato un significativo contributo tramite i fondi europei FESR per il recupero dell’ex Dinamitificio Nobel (poi Montecatini) situato ad Avigliana. L’approvazione del progetto esecutivo rappresenta il passaggio operativo fondamentale per trasformare questo storico complesso industriale in un moderno hub culturale e turistico. L’intervento non prevede soltanto il restauro architettonico e la rifunzionalizzazione degli spazi, ma include anche l’affidamento della progettazione museale. L’obiettivo primario ĆØ restituire alla comunitĆ un luogo iconico, capace di attrarre visitatori e valorizzare l’identitĆ del territorio. Maggiori dettagli sui programmi di sviluppo e coesione territoriale sono consultabili sul sito ufficiale della Regione Piemonte.
Quadro finanziario e dettagli della progettazione museale
Il piano economico dell’opera si attesta su cifre rilevanti per il rilancio locale: l’importo globale dei lavori tecnici ĆØ pari a 536 mila euro, a cui si aggiungono 300 mila euro di somme a disposizione per spese tecniche e allestimenti specifici. La firma del progetto esecutivo porta il nome dell’Architetto Elena Carmagnani, capofila del gruppo di progettazione incaricato. L’iter di sviluppo prevede la cura dell’esperienza del visitatore tramite un percorso espositivo integrato da un’accurata analisi storico-culturale per il naming e la creazione del nuovo logo. Verranno inoltre elaborate le schede tecniche per gli exhibit, le grafiche dei pannelli e un video evocativo della durata di 60 secondi. Tra gli ambienti più attesi spicca la “sala scienza esplosiva e storia viva”. Per approfondire le politiche di tutela dei complessi storici industriali ĆØ possibile consultare il portale del Ministero della Cultura.
Il rispetto dei vincoli storici e le prescrizioni della Soprintendenza
Trattandosi di un immobile di enorme valore storico sottoposto a rigide tutele, l’iter autorizzativo ha richiesto un approfondito esame paesaggistico e architettonico. Dopo il parere favorevole espresso dalla Commissione locale del Paesaggio l’8 luglio 2026, ĆØ giunto anche il via libera definitivo dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la CittĆ Metropolitana di Torino. L’ente di tutela ha espresso nulla osta vincolandolo a una precisa prescrizione cromatica: durante l’esecuzione dei cantieri, le tinte dei fabbricati dovranno essere concordate preventivamente tramite un sopralluogo per valutare specifiche campionature. Tale attenzione garantisce un restauro filologico e la massima tutela identitaria per il nuovo polo culturale della cittĆ .































