Diario da Roma: una forza politica, per essere credibile e autorevole, deve sapere dove stanno le sue radici

ROMA – Diario da Roma: quando Forza Italia sapeva ascoltare il territorio e valorizzare le energie nuove che si facevano largo, il risultato elettorale arrivava, puntualmente. Non ĆØ accaduto alle regionali dell’altro giorno e ora, smaltita la delusione per quella che con un eufemismo viene chiamata battuta d’arresto, dobbiamo chiederci, al netto degli errori di linea politica, che cosa ĆØ mancato. ƈ mancato prima di tutto il territorio, sono cioĆØ mancate quelle forze giovani costrette, dopo anni di frustrante attesa, a cercare miglior fortuna in altri lidi. PerchĆ© l’emorragia di consensi ĆØ il risultato, prima di tutto, della liquefazione della classe politica sul piano locale.

IL PROPORZIONALE

Forza Italia ĆØ stato un grande partito, per oltre un ventennio ĆØ stato la biografia di questo Paese grazie alle intuizioni politiche del presidente Berlusconi. Ridotte le sue energie, stanno ora emergendo i limiti vistosi di chi avrebbe dovuto amministrare un patrimonio di consensi e di credibilitĆ  che evaporano, invece, fra un’elezione e l’altra. Ripeto: una forza politica, per essere credibile e autorevole, deve sapere dove stanno le sue radici, coltivarle e curarle ogni giorno. Senza il retroterra del territorio, qualunque partito, e Forza Italia non sfugge alla regola, ĆØ destinato all’estinzione. Impariamo tutti a coltivare il sentimento dell’umiltĆ  e a tirarci su le maniche per costruire quella forza moderata, liberale e riformista indispensabile non solo al centrodestra ma all’Italia.

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