Valsusa, il turismo frena: l’impatto delle proteste No Tav sull’economia locale

VALSUSA – Valsusa, il turismo frena: l’impatto delle proteste No Tav sull’economia locale. Un weekend, quello del Festival Alta FelicitĆ , decisamente amaro per il settore ricettivo della Valle di Susa. A lanciare l’allarme ĆØ Giorgio Montabone, vicesindaco di Susa e presidente di Turin Alps, che unisce i Consorzi turistici di Sestriere, Sauze d’Oulx, Bardonecchia. Denuncia un netto calo delle presenze turistiche compreso tra il 20% e il 30%. Gli scontri legati al movimento No Tav e i disagi alla viabilitĆ  stanno penalizzando fortemente i dati sull’affluenza quotidiana forniti dall’ISTAT, trasformando questi giorni di scontri in un momento di forte sofferenza economica per le strutture della zona.

Danni economici e di immagine per il territorio

Le immagini dei disordini, mandate in onda dai media nazionali, rischiano di danneggiare seriamente il brand alpino. Secondo Montabone, la Valsusa non può trasformarsi nella palestra di gruppi radicalizzati, italiani ed esteri. Il territorio valsusino rappresenta da sempre l’eccellenza per gli amanti dello sport, del trekking e della cultura; tuttavia, l’incertezza generata dalle tensioni sociali sta allontanando famiglie e visitatori proprio durante le settimane più importanti dell’anno.

La reazione della comunitĆ : tutelare il futuro delle Alpi

La stragrande maggioranza della popolazione locale si dissocia con fermezza dagli atti di violenza, rivendicando la vera identitĆ  di una valle accogliente e dinamica. Chi vive di accoglienza chiede ora che la responsabilitĆ  dei danni materiali e d’immagine ricada su chi commette gli illeciti o non prende le dovute distanze. La sfida attuale ĆØ proteggere l’economia locale e rilanciare l’attrattivitĆ  dei grandi consorzi alpini, affinchĆ© a prevalere sia solo la bellezza della montagna.

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