SANT’AMBROGIO DI TORINO – Coronavirus: i primi casi a Sant’Ambrogio di Torino. Anche a nel comune della bassa Valsusa si registrano i primi casi di contagio. Dal comune il Sindaco Antonella Falchero scrive:” La comparsa di alcuni primi casi di positivitĆ da Coronavirus sul nostro territorio di SantāAmbrogio, e di alcune persone messe in quarantena, sono la conferma di quanto ampiamente previsto dagli esperti. L’ASL sta gestendo in piena sicurezza questi casi secondo un preciso protocollo. Per cui ĆØ cura dei sanitari verificare tutti i possibili contatti avuti dai positivi per monitorare eventuali contagi. Ma questo fatto una volta di più conferma la necessitĆ e l’obbligo di stare in casa. A parte le sole uscite per il rifornimento di cibo e farmaci, con la precauzione essenziale di mantenere la distanza prescritta di almeno un metro e di una persona per famiglia. s E senza attardarsi oltre il tempo necessario“.
I GIOVANI DEVONO STARE A CASA
Continua il Sindaco: “Non bisogna fare assembramento all’aperto come segnalatomi in alcuni luoghi tipo il Laghetto dei Camosci o nei luoghi alla periferia del paese. Qui alcuni ragazzi sono stati visti: tenete i vostri figli a casa. Ne va della sicurezza di tutti e della vita dei soggetti più anziani e fragili. Oltre il fatto che sono stati accertati dei casi con sintomi di malattia, per fortuna non molti, anche tra persone giovani. Inoltre non ĆØ esclusa la possibilitĆ che, specie tra i giovani, si nascondano dei soggetti infetti con il virus in assenza di disturbi. Sono i cosƬ detti portatori sani, che potrebbero veicolare la malattia ai più deboli. Due settimane. Se rispettiamo questa regola di rarefare al massimo i contatti sociali e le uscite potrĆ terminare lo stato diĀ emergenza. Facciamo questo sacrificio e stiamo in casa. Giovani compresi, ai cui genitori spetta in primo luogo sensibilizzare e controllare“.
EVITIAMO I CONTATTI TRA PERSONE
Conclude Antonella Falchero: “Chiedo uno sforzo in più a tutti per arginare il virus. Come ci si aspettava ĆØ alle porte e solo tutti quanti insieme possiamo fermarlo. Evitando in primo luogo i contatti tra le persone. Infatti ricordo che la quasi totalitĆ dei contagi avviene da persona a persona. E non per la strada o con gli oggetti, specie se si lavano con frequenza le mani. Questa modalitĆ di contagio diretta tra persona e persona e la scarsa sopravvivenza del virus fuori dal corpo umano spiegano la limitata azione della pulizia e disinfezione delle strade. Il vero pericolo ĆØ lo spostamento delle masse di persone e la loro promiscuitĆ e vicinanza da evitare assolutamente. Vi lascio con il consueto sorriso e la piena fiducia nella vostra collaborazione. Il Coronavirus lo possiamo sconfiggere, presto e bene! Ma ora tocca a noi agire, evitando ogni più piccola occasione di contagio“.
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