Colle del Moncenisio: i passaggi a nord-ovest secondo Livio Dezzani, Gemma Amprino, Anna Branciari e Giuliana Giai

MONCENISIO (FRANCIA) – Un cielo splendido, un paesaggio alpino straordinario e una moltitudine di persone hanno caratterizzato la Festa delle Alpi, che ha animato il 30 e il 31 agosto il Colle del Moncenisio. All’interno del suo vasto e articolato programma, si ĆØ tenuta domenica nella Maison Franco-Italienne l’interessante conferenza “Passaggi a Nord Ovest”, uomini e donne che hanno reso familiare il Colle de Moncenisio nei secoli. Organizzato dall’Associazione Il Ponte di Susa, il Centro Adelaide e l’UNITRE di Susa, in collaborazione con altre qualificate Associazioni e con il patrocinio delle Istituzioni italiane e francesi, si sono approfondite tematiche d’interesse comune italo-francese. La conferenza ĆØ stata introdotta da Jean FranƧois Durand,Ā  Coordinatore del Patrimonio, a cui sono seguiti gli interventi di Gemma Amprino e di Anna Branciari che ha portato anche il saluto di Giovanni Quaglino. Ā I Presidenti delle Associazioni organizzatrici hanno espresso una comune volontĆ  di promuovere e favorire l’interazione e la collaborazione tra le due aree transfrontaliere, legate da secoli di storia, nella certezza che iniziative e progetti condivisi rappresentino una preziosa risorsa per entrambi i versanti alpini. Il Valico del Moncenisio ĆØ stato, infatti, fondamentale sia per la storia della Francia e dell’Italia sia per le innumerevoli persone che per ragioni economiche, militari e religiose lo hanno attraversato; non a caso Ā ancora oggi la sua ā€œlinguaā€ profonda ĆØ binazionale. Riflessioni riprese nei saluti delle autoritĆ  presenti, Jacques Arnoux, Sindaco di Val-Cenis e Fabien Gravier, Sindaco di Lanslebourg che da anni operano per favorire i collegamenti tra i territori confinanti francesi e italiani.

La parola al relatore Livio Dezzani

La parola ĆØ poi passata ai relatori, con il primo intervento di Livio Dezzani che ha approfondito gli aspetti relativi all’attraversamento del Colle in carrozza. Specifici dettagli tecnici ed economici Ā hanno permesso ai presenti di avere un quadro preciso delle difficoltĆ  affrontate nel corso dei secoli dalle persone che percorrevano il passo alpino utilizzando i mezzi carrozzabili dell’epoca. L’Ingegnere ha illustrato con immagini storiche la complessitĆ  che comportava smontare e rimontare le carrozze, per consentire l’attraversamento del Moncenisio, e il numero rilevante di uomini e cavalli coinvolti in questa impresa, riservata per i costi solo alle classi nobiliari. Le persone con minor possibilitĆ  economica di necessitĆ  dovevano affrontare il cammino a piedi o se più benestanti in portantina.

Segue l’intervento della relatrice Giuliana Giai

Il secondo argomento riguardava le persone che nei secoli hanno valicato il Colle, lasciando testimonianza del loro passaggio. La relatrice Giuliana Giai ha precisato di aver ovviamente dovuto operare delle scelte, selezionando alcune tra le figure più significative, sia donne che uomini, il cui passaggio al Colle ĆØ storicamente certo per l’importanza degli eventi ad esso collegati. A partire da Adelaide, contessa di Susa e da sua figlia Berta, ad inizio dell’anno mille, molti sono stati i nobili che sono transitati nel tempo sul valico del Moncenisio, affrontando peripezie documentate non indifferenti. La professoressa ha precisato che volutamente i personaggi su cui ha soffermato l’attenzione erano legati all’Italia, poichĆ© i personaggi francesi saranno il tema sviluppato nel secondo appuntamento della Conferenza PASSAGGI A NOR OVEST, previsto a Susa in autunno. Nella parte conclusiva la relatrice ha posto l’accento sull’importanza del valico per la gente comune, suoi familiari compresi, che fin da epoche remote si spostavano a piedi, sui sentieri impervi di montagna, in cerca di lavoro e di un futuro migliore per la propria famiglia.Ā L’incontro si ĆØ concluso con l’impegno di ritrovarsi a Susa l’11 ottobre per la seconda parte della Conferenza, volutamente organizzata in due momenti, uno al Col du Mont Cenis e l’altro a Susa, per sottolineare l’importanza di una reale collaborazione tra l’Italia e la Francia.

 

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