SUSA – Nel 1929 il Generale Federico Ferretti assunse la presidenza dell’ANA Valsusa, avviando un’intensa stagione espansiva. Sotto la sua guida rigorosa, gli alpini a Susa crebbero rapidamente: in un solo anno nacquero i gruppi di Bussoleno, Bardonecchia e Condove, raggiungendo nel 1930 ben 1.155 soci suddivisi in 22 sezioni. Nonostante la forte impronta ideologica legata al regime dell’epoca e ai ruoli istituzionali di Ferretti, l’unione e l’identitĆ del corpo rimasero salde sul territorio. Maggiori dettagli sulle origini storiche delle truppe d’alta quota e sui requisiti militari sono consultabili sul sito istituzionale del Ministero della Difesa.
Dalla militarizzazione al grande raduno del 1932
Nel 1929 l’organizzazione fu rinominata 10° Reggimento Alpini, introducendo il fascio littorio sui distintivi accanto alla tradizionale penna. La centralizzazione non frenò l’entusiasmo locale: nacque una fanfara di 70 elementi e nel 1932 Susa ospitò il raduno regionale, un trionfo d’immagine ripreso persino dall’Istituto Luce. Le cronache del tempo, ampiamente documentate nei ricchi archivi storiografici ufficiali dell’Associazione Nazionale Alpini, descrivono sfilate solenni in Cattedrale alla presenza del Vescovo, piazze gremite e una straordinaria coesione tra i reduci e la popolazione civile della Valle.
Le grandi adunate nazionali e l’ombra del conflitto
I valsusini parteciparono in massa alle adunate di Napoli, Roma e alla trasferta di Tripoli nel 1935. Ogni ritorno in treno a Susa si trasformava in una festa di canti e convivialitĆ guidata dal carisma di Ferretti. Questa felice stagione si interruppe bruscamente nel 1940 con l’adunata di Torino: l’ultima grande sfilata prima della Seconda Guerra Mondiale, in cui molti iscritti marciarono fieri con la cartolina di precetto militare giĆ appuntata sulla giacca. Per approfondire l’intera rassegna storiografica e gli eventi della Valle, segui gli aggiornamenti su www.agendanews.com.

































