Cuore: all’Ospedale San Luigi di Orbassano interventi mininvasivi sulla valvola tricuspide senza cardiochirurgia

ORBASSANO Per la prima volta in Piemonte un ospedale privo di Cardiochirurgia esegue con successo un intervento mininvasivo di riparazione della valvola tricuspide. Il risultato ĆØ stato raggiunto all’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano, dove la Cardiologia diretta da Alessandra Chinaglia ha portato a termine i primi due interventi di riparazione transcatetere della valvola tricuspide (T-TEER), ampliando l’offerta di cure per i pazienti affetti da questa complessa patologia. Si tratta di un risultato che amplia l’offerta del Servizio sanitario regionale per iĀ pazienti affetti da insufficienza tricuspidalica severa e ad alto rischio operatorio, aumentando il numero dei centri in grado di eseguire questa procedura mininvasiva. Un traguardo che offre una nuova opportunitĆ  terapeutica ai cittadini e rafforza la rete regionale delle cure cardiovascolari avanzate.

Cos’è l’insufficienza tricuspidalica severa

Si tratta di una patologia fortemente invalidante che si verifica quando la valvola tricuspide non si chiude correttamente, provocando il reflusso del sangue verso l’atrio destro del cuore. I pazienti soffrono diĀ affanno, marcata debolezza, gonfiore degli arti inferiori e dell’addome e sono frequentemente soggetti a ricoveri per scompenso cardiaco. Molti di loro, a causa dell’etĆ  avanzata o della presenza di altre patologie,Ā non possono essere sottoposti a un intervento cardiochirurgico tradizionale. Spesso definita la ā€œvalvola dimenticataā€, la valvola tricuspide può diventare gravemente insufficiente soprattutto nelle persone anziane. Le forme clinicamente significative interessano fino al 4% degli over 75. Se non trattata, ĆØ associata a un aumento del rischio di scompenso cardiaco.

La tecnica mininvasiva adottata

La tecnica T-TEER permette di riparare la valvola senza aprire il torace. Attraverso una semplice puntura della vena femorale, all’altezza dell’inguine, un catetere raggiunge il cuore e consente di posizionare una o più clip che riavvicinano i lembi della valvola, riducendo in modo significativo il rigurgito e migliorando la funzionalitĆ  cardiaca. Una procedura mininvasiva che consente un recupero più rapido e riduce il rischio di complicanze nei pazienti più fragili.

La collaborazione fra aziende sanitarie

Il valore aggiunto di questo importante traguardo risiede anche nel modello di collaborazione tra aziende del Servizio sanitario pubblico. I due pazienti erano infatti seguiti dall’Ambulatorio dell’Ospedale di Rivoli, diretto da Ferdinando Varbella, direttore della Cardiologia di Rivoli e del Dipartimento Cardio-neurologico dell’AslTo3, nell’ambito dell’integrazione funzionale tra le Emodinamiche di Rivoli e Orbassano. Le procedure sono state eseguite con il supporto di Giuseppe Musumeci, direttore della Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, tra i maggiori esperti italiani della metodica, mentre il monitoraggio ecocardiografico transesofageo intraoperatorio ĆØ stato affidato a Gianluca Alunni, direttore della Cardiologia dell’Ospedale di Pinerolo, sempre AslTo3. Gli interventi sono stati condotti dall’equipe guidata da Francesco Tomassini responsabile della emodinamica interaziendale, in stretta collaborazione con l’équipe anestesiologica del San Luigi, diretta dal professor Vincenzo Russotto, il cui contributo ĆØ fondamentale per garantire la sicurezza di procedure interventistiche di elevata complessitĆ . Con questi primi interventi, l’AOU San Luigi Gonzaga consolida ulteriormente il proprio ruolo nella cardiologia interventistica strutturale e rafforza un modello di sanitĆ  pubblica fondato sulla collaborazione tra professionisti e aziende, capace di portare innovazione organizzativa e clinica al servizio dei pazienti.

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