COLLE ASSIETTA – Domenica 19 luglio al Colle dell’Assietta, brullo pianoro a oltre 2500 metri d’altezza, è andata in scena la rievocazione della storica battaglia del 1747 con grande successo di partecipazione di prestigiosi Gruppi Storici e di pubblico. L’evento è stato organizzato dall’ Associassion Festa dël Piemônt al Còl ëd l’Assieta con il patrocinio del Consiglio Regionale. “Ci sono luoghi in cui la storia sembra non essere mai passata. Qui all’Assietta batte ancora il cuore del Piemonte“. In occasione della Festa del Piemonte, il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, presente al Colle dell’Assietta per le celebrazioni della storica battaglia del 1747, ha rivolto un augurio a tutti i piemontesi. “Ogni volta che si sale quassù – ha evidenziato Nicco – si comprende quanto sia preziosa la nostra storia. Tra queste montagne uomini semplici hanno trovato un coraggio straordinario, difendendo la propria terra e consegnandoci un’eredità che ancora oggi ci unisce. Riviviamo una vittoria militare, ma raccontiamo un’identità, un carattere, un modo di essere piemontesi“.
La Festa del Piemonte
La rievocazione storica dell’Assietta – “L’istituzionalizzazione della Festa dell’Assietta come festa del Piemonte ci ripaga dei sacrifici di 58 anni – spiega Enrico Tenivella, presidente dell’Associassion Festa dël Piemônt al Còl ëd l’Assieta – È infatti dal 1967 che un gruppo di amici, tra cui mio padre Eugenio, hanno fondato l’associazione che oggi presiedo e dato il via alla manifestazione. Tra coloro che idearono la rievocazione e la festa è indimenticabile la figura di don Rinaldo Trappo, che fu cappellano degli Alpini del 1° Reggimento in Grecia e in Russia, uscì vivo dall’inferno del Don e fu preso prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943. All’Assietta Don Trappo celebrò per molti anni la Messa in lingua piemontese, mentre il generale Guido Amoretti curò per altrettanti anni la ricostruzione storica della battaglia del 1747”.
I Granatieri di Sardegna
Un’occasione per onorare la memoria dei nostri Granatieri caduti nella Battaglia dell’Assietta. Il giorno in cui, per la vittoria sull’esercito franco-ispanico, Carlo Emanuele III di Savoia conferì ai Granatieri Guardie i bianchi Alamari, segno caratteristico delle truppe spagnole, quale simbolo di valore e onore, a memoria delle epiche gesta della difesa dell’Assietta. Ancora oggi, la Specialità Granatieri di Sardegna, si fregia con orgoglio dei tradizionali Bianchi Alamari applicati sulle uniformi.
Era il 1747
La commemorazione della Battaglia dell’Assietta, combattuta il 19 luglio 1747 tra i francesi di Luigi XV e l’esercito sabaudo di Carlo Emanuele III, di particolare rilevanza nella storia della regione Piemonte, com’è tradizione si è svolta secondo il seguente programma: per i più volenterosi la festa è iniziata già il pomeriggio di sabato 18 luglio, a partire con le visite guidate al campo storico, un vero e proprio viaggio nel tempo tra soldati, armi e accampamenti di quell’epoca. I gruppi storici che animano la rievocazione hanno allestito in modo dettagliato quello che era stato l’accampamento militare sabaudo del 1747, non solamente una ricostruzione statica della struttura ma un vero e proprio quadro vivente animato dai rievocatori sia in abiti militari sia in abiti civili dell’epoca. Di fatto si rievocano scene di vita esattamente come si svolgevano e si sarebbero potute vedere nel 1700. Proprio per valorizzare e rendere disponibile la ricostruzione fatta si sono organizzate visite guidate per il pubblico supportate da Alessia Giorda, guida turistica, nonché Presidente del Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700 e dallo storico militare Eugenio Garoglio. Per allietare tutti i palati una cena conviviale a base di sapori tipici piemontesi a cura del Rifugio Assietta. La serata è stata dedicata alla commemorazione dei caduti della battaglia di entrambe le parti che si sono affrontate sulle nostre montagne. Un corteo storico si è mosso all’imbrunire per raggiungere alla testa dell’Assietta, il punto in cui la battaglia fu più cruenta, l’obelisco che ricorda i caduti. Come la tradizione vuole si sono ricordati i caduti non solo dell’Assietta ma di tutte le guerre. La manifestazione è proseguita con il corteo storico rientrato alla casa cantoniera con i gruppi musicali che hanno ravvivato la serata con brani della tradizione piemontese e occitana.
Il Drapò
Altro appuntamento nella mattina di domenica 19 luglio con la cerimonia di alzabandiera del Drapò e apertura ufficiale manifestazioni che hanno preso il via con la Santa Messa al campo presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo. Al termine della funzione religiosa, gli Onori ai Caduti alla Butta dei Granatieri e commemorazione all’obelisco. All’evento inoltre erano presenti: per l’Angs il Labaro Centro Regione Piemonte con il Presidente regionale Valter Costamagna e le Colonnelle delle Sezioni di Torino, Pinerolo, Alessandria, Ovada, Genova, Imperia, Cosseria, Sondrio; per i militari in servizio Gen. D. Giovanni Brafa Musicoro (Cte Scuola Ufficiali Esercito), Col.(G) Massimo Siragusa (Decano Ufficiali in Servizio Piemonte già Cte 1° Reggimento Granatieri), Ten.Col. Alessandro Masi (Cte 1° Battaglione “Assietta”), Cap.(G) Marco Duci, Ten.(G) Simone Tarabella, trombettiere e 10 Granatieri schieranti, composto da una rappresentanza del 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna” proveniente da Roma; il Presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo e l’Assessore regionale Enrico Bussalino; poi la presenza dei Gagliardetti dell’ANA e del volontariato, del Gonfalone Regione Piemonte, Città Metropolitana, Città di Torino “Medaglia d’Oro” ed Enti amministrativi locali, delle Autorità civili, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Il pubblico e la rievocazione
Uno dei momenti più emozionali della festa del Piemonte è stata la rievocazione vera e propria della battaglia. Il pubblico, in totale sicurezza, ha potuto assistere alla replica della battaglia con fuoco a salve. I vari gruppi storici, fra cui il Pietro Micca e il Coordinamento rievocazioni storiche 1600-1700, nonché un gruppo storico della Repubblica Ceca, hanno dato vita a simulazioni dei combattimenti in modo realistico fronteggiandosi sulle fortificazioni originali ancora visibili sul colle dell’Assietta. A seguire il pranzo organizzato dal Rifugio Assietta e nel pomeriggio le esibizioni musicali a cura della Banda Musicale San Lorenzo Cavour e dei canti del Coro Alpino Rivoli presso i locali del rifugio. In chiusura manifestazione la cerimonia dell’ammaina bandiera del Drapò. In una suggestiva cornice tra le bellezze del paesaggio alpino, un tuffo nella storia unico e indimenticabile per i partecipanti.































