SUSA – Cinquantacinque, alla smorfia napoletana è “la musica“, erano i Manes-Chianello: una famiglia di Susa d’origine calabrese. E la musica era a tavola per una festa da far invidia ai Kennedy. Tre generazioni: dai nonni ai nipoti passando per i figli e poi i cugini. S’è cominciato, allora, con undici tra fratelli e sorelle per arrivare, oggi, a 80 parenti tra di loro collegati fino al terzo grado. Che siano calabresi lo denuncia solo più il cognome perchè da anni sono a tutti gli effetti segusini. Massimo, uno del “clan” ha scritto. “Una tipica famiglia meridionale cresciuta seguendo i valori e le tradizioni delle nostre radici e della nostra terra. Siamo caotici, rumorosi, a volte grotteschi ma quando il sangue chiama so che ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutare. La Famiglia è un dono e mi ritengo davvero fortunato“. I Manes-Chianello a modo loro, inconsapevolmente, rappresentano un pezzo della storia moderna della Valsusa e del suo capoluogo.
LA SUSA DELL’ACCOGLIENZA DAL SUD
Parliamo degli anni del dopo la Guerra, gli anni Cinquanta e Sessanta. Susa era allora una realtà di primo livello nella produzione sia della manifattura tessile che della lavorazione dell’acciaio. Nel periodo che ora si chiama del “Miracolo italiano” la produzione si fece inarrestabile e le realtà produttive di Susa avevano bisogno urgente di operai. Ci fu così un vero e proprio esodo, organizzato, da alcuni paesi calabri verso lal città di Adelaide. In particolare da Paola. Si parlava allora di lavoro all’ASSA, all’IMP, al Cotonificio e poi ancora nelle botteghe del Centro Storico. Ciabattini, parrucchieri, sarti, tanti muratori, manovali e poi ancora stagnini e operai. Lavori che i “ragazzi” della Calabria accettavano senza riserve. Un passaggio dal mare alla montagna che non fu semplice ma, complice la determinazione e il buon carattere, fu accettato. Integrarsi voleva anche dire non perdere le proprie origini. A Susa ecco in quegli anni il “Gruppo Calabria Folk“. Ora quella Susa non c’è più e le persone in città arrivano da altre parti del mondo. Chi c’è sicuramente, come pensare di non averli, sono i Manes-Chianello.
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