Crisi Purflux, “L’aria si fa pesante davanti ai cancelli”: è rottura a Sant’Antonino di Susa

SANT’ANTONINO – La tensione alla Purflux Filtration Italy di Sant’Antonino di Susa ha superato il livello di guardia, trasformando una disputa industriale in una vera prova di forza per il territorio. Per lunedì 13 aprile, i lavoratori hanno confermato uno sciopero articolato (un’ora per turno) con un presidio fisso tra le 13:00 e le 15:00 in viale IV Novembre. Al centro del conflitto, il durissimo scontro tra la proprietà francese e le sigle Fim-Cisl, UilM e Fiom-Cgil: i sindacati accusano l’AD Livio Lo Biondo di aver disatteso gli impegni sui riconoscimenti professionali per il 2026, mentre l’azienda punta il dito sull’assenteismo. I lavoratori, di contro, denunciano investimenti assenti e macchinari obsoleti, rivendicando dignità oltre i semplici numeri di bilancio.

Lunedì di sciopero e mediazione: il Comune sfida lo stallo tra azienda e sindacati

In questo scenario incandescente, la politica locale ha scelto di non restare a guardare. L’amministrazione ha impresso una svolta inedita alla crisi, convocando un tavolo di dialogo ufficiale in Municipio proprio in concomitanza con la protesta. La mossa trasforma il Comune in un mediatore attivo, capitalizzando il percorso iniziato con l’apertura dello sportello sindacale permanente. Lunedì sarà dunque la giornata della verità: mentre i cancelli della fabbrica saranno presidiati dai lavoratori, nella sala giunta si cercherà di ricucire uno strappo che minaccia la stabilità dell’intero comparto industriale della Val di Susa. Se la Purflux frena, è tutto l’indotto locale a rischiare il collasso.

Ultimi articoli

Ultimi articoli