Vaie: nella rotonda del piccolo comune un tuffo nel passato

VAIE – Nella rotonda d’ingresso al piccolo comune di Vaie è stata sistemata una grande scritta “Vayes“.  Un segno identificativo del comune e nello stesso tempo della sua lunga storia. Per capire l’importanza toponomastica bisogna andare a ritroso nella storia fino al 1937. Fino al quell’anno il paese era denominato “Vayes”. Il nome fu italianizzato dal regime fascista e non venne più variato, come invece accaduto per molti altri comuni di lingua francoprovenzale. Vaie ha origini antichissime, essendo frequentato dall’uomo a partire dal Neolitico come dimostrato dal Museo Laboratorio della Preistoria in paese. A lungo considerato fra i principali ritrovamenti del Piemonte occidentale, il sito archeologico di Vaie viene oggi individuato come possibile luogo strategico di scambi culturali e commerciali sulle vie transalpine fin dalla preistoria.

LA STORIA

Terra di transito, la Valle di Susa continuò ad esserlo anche dopo la decadenza dell’Impero Romano e la cristianizzazione dei territori. Un corridoio per alterne vicende, nelle quali i protagonisti della storia europea utilizzarono ampiamente i percorsi della Via Francigena. Favorito anche dai nuovi sistemi di trasporto, a Vaie si verificò un nuovo impulso della lavorazione dello gneiss. Attiva da secoli, forse già in età romana e medievale, la cava di Vaie balzò agli onori delle cronache a fine ‘800. Celebri i ritrovamenti archeologici. Furono infatti gli scalpellini a scoprire numerosi manufatti litici e ceramici. Gli scavi del 1900-1901 confermarono l’importanza archeologica dei reperti, collocabili fra il Neolitico e l’Età del Rame.

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