Disordini No Tav in Valsusa: “Si aspetta il morto per fermare queste violenze?”

VALSUSA – I recenti scontri esplosi durante la manifestazione contro la TAV Torino-Lione, alta velocità, hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nei cantieri strategici nazionali. Centinaia di manifestanti si sono scagliati contro le strutture in diversi punti della Valle, come documentato nei dettagli. La premier Meloni, il mondo politico regionale e le istituzioni, hanno condannato con fermezza gli episodi, riaffermando la linea dura dello Stato pubblicata anche dal Governo Italiano.

I commenti

È vergognoso quanto accaduto oggi in Val di Susa. Gruppi organizzati di No Tav hanno occupato l’autostrada Torino-Bardonecchia, dato l’assalto ai cantieri, lanciato pietre e fumogeni contro le Forze dell’Ordine. Atti di guerriglia urbana indegni di una Nazione civile, che non hanno nulla a che vedere con l’espressione del dissenso e che condanniamo con fermezza. Atti che, con il decreto sicurezza voluto dal Governo, potranno essere puniti con maggiore severità e fermezza. Piena solidarietà e vicinanza ai nostri uomini e donne in divisa, che anche oggi hanno dimostrato il loro valore e il loro senso del dovere, per arginare i disordini e garantire la sicurezza“.

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri.

Ci risiamo. Il copione in Val di Susa si è ripetuto, ma questa volta dobbiamo dirci la verità senza mezzi termini: è solo un puro caso se oggi non ci è scappato il morto. Il cosiddetto “Festival Alta Felicità” si è confermato essere una scusa logistica, un paravento per radunare centinaia di incappucciati e professionisti del disordine, pronti a scatenare la consueta guerriglia urbana contro i cantieri TAV e contro le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Oggi abbiamo assistito a un assalto paramilitare con cantieri in fiamme e violenza inaudita. Diciamolo chiaramente: gli antagonisti cercano la tragedia. Cercano il morto tra le Forze dell’Ordine per puro odio, o cercano il “martire” tra le proprie fila per infiammare definitivamente le piazze. E se questo morto prima o poi arriverà, i mandanti morali avranno nomi e cognomi ben precisi. C’è una responsabilità gravissima in una certa politica di sinistra che continua a strizzare l’occhio, a giustificare e ad aizzare questi criminali, dipingendoli come “attivisti” e soffiando sul fuoco dello scontro sociale. Lo abbiamo visto pochi giorni fa a Bologna, dove un clima di intollerabile connivenza istituzionale ha di fatto legittimato la violenza di piazza. Chi semina giustificazioni, raccoglie molotov. Oltre al rischio per la vita dei poliziotti, c’è un tema che viene colpevolmente ignorato: i danni devastanti alla comunità. Non parliamo solo di cantieri danneggiati, ma di milioni di euro di soldi pubblici bruciati. Denaro che viene letteralmente sottratto alla sanità, alle scuole e ai servizi dei cittadini onesti per pagare l’imponente apparato di sicurezza necessario ad arginare questi teppisti, per ripristinare i danni e per curare i feriti. La comunità piemontese e nazionale è ostaggio di una minoranza violenta. Come FSP Polizia di Stato non siamo più disposti a fare da scudi umani. Pretendiamo dalla Politica e dalle Istituzioni una presa di posizione coraggiosa e definitiva. Proponiamo una soluzione chiara, provocatoria per i benpensanti, ma l’unica ormai legalmente e logicamente percorribile: revoca delle autorizzazioni al Festival. Se un evento si trasforma sistematicamente in una base di lancio per attentati, è un problema di Ordine Pubblico. Chiediamo al Prefetto e al Questore che il “Festival Alta Felicità” venga preventivamente vietato. Il diritto a manifestare non può coprire il diritto a delinquere. Chi organizza l’evento deve essere ritenuto oggettivamente responsabile per i danni causati al cantiere, alla collettività e per le lesioni ai poliziotti. Proponiamo che l’autorizzazione di tali eventi sia subordinata al versamento di una maxi-fideiussione assicurativa preventiva. Se i manifestanti distruggono, gli organizzatori pagano di tasca loro i danni allo Stato. Il cantiere TAV è un’infrastruttura strategica nazionale. Chiediamo che la zona rossa venga interamente affidata all’Esercito Italiano con regole d’ingaggio adeguate per la difesa dei siti sensibili, liberando la Polizia dal ruolo di “bersaglio mobile”. L’informazione non può più nascondersi dietro la parola “scontri”. Qui c’è lo Stato aggredito e dei criminali che aggrediscono. La politica scelga: o sta con chi difende la democrazia e la sicurezza dei cittadini a 1.500 euro al mese, o sta con chi usa i boschi della Valsusa per giocare alla guerra e cercare il morto.

“Chi organizza l’evento deve essere ritenuto oggettivamente responsabile per i danni causati al cantiere”

Luca Pantanella Segretario Generale Provinciale FSP Polizia di Stato – Torino.

Oggi, per l’ennesima volta, assistiamo a un assalto organizzato ai cantieri della Tav e alle forze dell’ordine. Dietro il paravento della manifestazione pacifica, la Valle di Susa è stata ancora una volta trasformata nel teatro dell’azione di centinaia di violenti, arrivati anche dall’estero, con un obiettivo preciso: seminare violenza, distruggere e sfidare apertamente lo Stato e le regole della convivenza civile. Assaltare e ferire gli uomini e le donne in divisa, incendiare i loro mezzi, lanciare pietre e bombe carta, devastare le aree di cantiere e paralizzare la viabilità di un’intera valle nel pieno della stagione turistica non è esercitare il diritto di manifestare. È delinquenza, è un attacco alle istituzioni e un danno gravissimo ai cittadini, alle imprese e all’immagine del Piemonte. Alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine va la mia profonda gratitudine, insieme alla piena solidarietà della Regione Piemonte, per il coraggio e la professionalità con cui, ancora una volta, hanno difeso la sicurezza e la legalità”.

Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte.

L’assalto al cantiere e gli attacchi contro le Forze dell’ordine rappresentano un’escalation di violenza che deve essere condannata con la massima fermezza. Piena solidarietà e il mio sincero ringraziamento agli uomini e alle donne delle Forze dell’ordine che, con professionalità, coraggio e grande senso dello Stato, hanno difeso un’infrastruttura strategica garantendo la sicurezza del territorio e dei cittadini. Allo stesso tempo, rivolgo la mia vicinanza ai lavoratori del cantiere, che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con competenza e responsabilità e che non possono essere esposti a episodi di violenza e intimidazione mentre sono impegnati nella realizzazione di un’opera pubblica. La Torino-Lione è un’infrastruttura fondamentale per il futuro del Piemonte, per la competitività del nostro sistema economico e per i collegamenti europei. Non saranno le azioni violente di una minoranza di estremisti a fermare un progetto che il Governo, la Regione Piemonte e le istituzioni stanno portando avanti con determinazione. Continueremo a sostenere senza esitazioni la realizzazione della Torino-Lione, affiancando i territori con le opere compensative e restando sempre dalla parte della legalità, delle istituzioni, dei lavoratori e di tutti quei cittadini che credono nello sviluppo e nel rispetto delle regole”.

Enrico Bussalino, Assessore alla Sicurezza e alle Infrastrutture strategiche della Regione Piemonte.

«È impossibile liquidare gli scontri violenti in Val di Susa come semplici proteste di aree violente No Tav. Dietro a questi scontri che prendono di mira i militari e i poliziotti a presidio di un’opera strategica per il Piemonte, l’Italia e l’Europa c’è un filo rosso che collega Bologna a questi scontri. L’area anarco insurrezionalista e quella “di governo” con alcuni partiti politici impegnati nell’arte della rimozione di fatti nell’opinione pubblica è ancora in salute e va fronteggiata con forza e coraggio. La Torino-Lione non si tocca, così come la Val di Susa! Ci va rispetto per la vita di tutti quegli agenti che ogni giorno rischiano la loro vita per noi, la solidarietá del Gruppo di Forza Italia a tutte le donne e uomini coinvolti e feriti negli scontri».

Paolo Ruzzola, Consigliere Regionale.

Nallo (Italia Viva): No Tav, violenze inaccettabili in Val di Susa. Solidarietà alle forze dell’ordine, la Torino-Lione non si ferma

I gravi disordini e le aggressioni avvenuti in Val di Susa nei pressi dei cantieri della Torino-Lione sono inaccettabili e vanno condannati senza alcuna esitazione. Quando vengono incendiati mezzi di servizio dei nostri Carabinieri non siamo più di fronte a una protesta degenerata, ma a un’aggressione violenta e deliberata contro le Istituzioni. A tutti gli uomini e le donne delle forze dell’ordine, che con coraggio e professionalità difendono la sicurezza del territorio, va la mia totale solidarietà. La TAV è un’infrastruttura fondamentale e strategica per il futuro, lo sviluppo economico e i collegamenti del Piemonte e dell’Italia. Non permetteremo a una minoranza violenta di bloccare il progresso del Paese“.

Vittoria Nallo, Consigliera Regionale.

C’è qualcuno che ha interesse a rianimare il popolo No Tav che era stato tramortito dalle nostre grandi Manifestazioni di piazza Castello? Ogni anno il Festival della Felicità si conclude con assalti ai cantieri, danni alle aziende, blocco della autostrada , della ferrovia etc.etc. I trasporti bloccati dal sabato mattina verso il secondo Paese per esportazioni italiane. La TAV è un’opera che rilancerà il PIL e migliorerà’ l’ambiente secondo l’ex Sottosegretario di Stato ai trasporti  non può essere gestita da funzionari della TELT o delle Prefetture. La Presidente MELONI intervenga con tutta la sua autorevolezza. Non un uomo di governo piemontese che si occupi dell’opera più importante per il nostro futuro. Il PD non dice nulla? Il Campo largo è chiaramente contro l’interesse nazionale. AVS amico e sostenitore di Askatasuna , che hanno un ruolo importante negli attacchi al cantiere, alleati strategici di Lorusso. Tutti motivi per cambiare la Amministrazione di Torino che ha sulla coscienza la colpa del rallentamento della TAV”.

Mino Giachino (UDC)

Il Partito Liberaldemocratico della Provincia di Torino esprime sdegno per le violenze e gli atti intimidatori verificatisi in occasione delle manifestazioni No Tav. Ogni forma di aggressione nei confronti delle forze dell’ordine, dei lavoratori e delle infrastrutture dello Stato rappresenta un attacco ai principi della convivenza civile e democratica. Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine, impegnati quotidianamente a garantire la sicurezza, e ai lavoratori che operano nei cantieri della Torino-Lione, contribuendo con professionalità e sacrificio alla realizzazione di un’opera strategica per il futuro del Paese. Riteniamo grave che una parte della politica continui ad alimentare una contrapposizione ideologica attorno a un’infrastruttura indispensabile per lo sviluppo della zona ovest di Torino, del Piemonte e dell’intero sistema economico italiano. Il PLD conferma quanto sostenuto nell’incontro pubblico del 13 giugno a Rivoli, durante il quale gli architetti Massimo Giuntoli e Paolo Foietta hanno illustrato il valore strategico, economico e territoriale della Torino-Lione, ribadendone i benefici per la competitività e la crescita del nostro territorio”.

PDL Torino

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