Tragedia in montagna in Valsusa: uomo di Sant’Antonino muore precipitando in un canalone del Rocciamelone E' intervenuto il Soccorso Alpino

Rocciamelone

MOMPANTERO – La salma di un alpinista è stata recuperata poco fa dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese sotto al Rocciamelone. Esattamente alla punta del Monte Muret, spartiacque tra Val di Susa e Valle di Viù in provincia di Torino, nei pressi del Rocciamelone. L’uomo, cinquantenne residente a Sant’Antonino di Susa, stava effettuando una traversata con un compagno quando intorno a quota 3000 metri appena sotto la punta è precipitato in un canalone per circa 200 metri.

UN VOLO DI 200 METRI

Il suo compagno ha immediatamente chiamato i soccorsi, intorno alle 11.30 ma l’intervento si è dimostrato subito complicato a causa del forte vento che imperversa in zona. L’eliambulanza 118 si è portata in zona e con l’aiuto di un tecnico di soccorso alpino della locale stazione ha sbarcato l’equipe sul posto e recuperato il compagno che si trovava in una zona pericolosa e sotto choc. Nel frattempo il medico ha constatato il decesso e ottenuto dai Carabinieri l’autorizzazione al prelievo della salma. Tuttavia sono stati necessari diversi tentativi, sempre con l’elicottero 118, per recuperare il personale a terra e la salma e finalmente il corpo è stato consegnato ai Carabinieri che hanno proceduto con le operazioni di Polizia Giudiziaria.

IL SOCCORSO ALPINO

Il Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico si articola sul territorio attraverso 21 servizi costituiti ognuno per ogni regione o provincia autonoma dello Stato italiano. Ad essi convergono 31 delegazioni alpine e 16 delegazioni speleologiche, che a loro volta racchiudono i nuclei operativi. Questi sono chiamati stazioni, cui spetta il compito di portare soccorso. Le stazioni alpine sono 242, mentre quelle speleologiche sono 27. Le operazioni di soccorso in montagna e in ambiente impervio si basano sul lavoro di specialisti, in grado di garantire il successo delle missioni di soccorso. Per garantire un elevato standard d’intervento tutti gli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico devono sottoporsi a un dettagliato piano formativo. Dopo le verifiche d’accesso per entrare nel Corpo, devono percorrere un iter costante di addestramento e formazione. L’organo deputato a questo compito è la Scuola Nazionale per i Tecnici di Soccorso Alpino.

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