ALMESE – Tra Coronavirus e consumismo: pensieri della nuova epoca. Tutti i nodi vengono al pettine? Non conosciamo, e non possiamo davvero pretendere di conoscere, noi āpopoloā, la āvera āveritĆ , ma aldilĆ di ogni reale previsione futura possiamo fare come sapiens qualche riflessione. Mi vengono in mente ā ed ero ragazzino- quelli del Club di Roma, Aurelio Peccei in primis. Quando denunciavano i limiti dello sviluppo che ci avrebbero portati ā se non adeguatamente corretti e guidati ā fuori rotta. Eā ora quel tempo? Allora quel gruppo di pensatori subƬ una specie di ostracismo. Foraggiato, secondo alcuni storici, dalla destra più āpetroliferaā del Partito Repubblicano Americano perchĆ© eravamo nel pieno dellāubriacatura del āmiracolo economicoā che avrebbe portato un benessere mai visto prima. Che prometteva una specie di eldorado senza fine e col senno di poi senza scopo. Fu quello il periodo di una metamorfosi sociale mai vista prima nella storia.
LA SOCIETA’
Le varie classi sociali, paragonabili a mò di metafora ad un torrentello, fatto di agricoltori, operai, imprenditori, commercianti, si trasformò piano piano nel fiume dei āconsumatoriā pronto a finire nellāoceano straordinariamente complesso della globalizzazione. Le cui onde tempestose avrebbero condizionato ed indirizzato la rotta del pianeta. Il triangolo sembrava un giocattolo perfetto, anzi il mantra perfetto. Più lavoro, più produzione, più consumo, un triangolo universale da implementare allāinfinito. Per la gioia del PIL e della ācrescitaā ma che dimentica quel piccolo particolare che abitiamo su di un pianeta che ĆØ finito come dimensioni. Del quale siamo peraltro ospiti e non padroni. E che stiamo, latu sensu, come āconsumatoriā letteralmente mangiando. Poi un giorno accendi la televisione, o guardi un messaggio sul cellulare e tāappare una sigla: Covid-19. Terrore! Panico!
IL CIGNO NERO
Paura da far venire la pelle dāoca. Il Cigno Nero ĆØ qui! E questa volta davvero ĆØ colpa nostra, della nostra ācomoditĆ ā, del nostro benessere, che ha davvero urtato Gaia, la Madre Terra, che mai si farĆ dominare dalla cecitĆ e dallāinsipienza dei sapiens. Adesso sapiens deve sperare. Soprattutto riflettere, molto seriamente perchĆØ il suono della campana ĆØ un ammonimento che non ammette repliche e detta unāagenda che bisognerĆ seguire ab litteram. Che ci obbligherĆ a cambiare, a seguire vie nuove. Con un termine alquanto infelice lāunica strada che si delinea davanti a sapiens ĆØ la decrescita felice. Un termine che agli illustri menzogneri teorici della ācrescitaā e del PIL al + X per cento fa venire la pelle dāoca ma che in realtĆ ĆØ lāunica carta che abbiamo in mano.
DISUGUAGLIANZE
Attenzione però: decrescita felice non significa che domani vivremo nelle caverne vestiti di pelli. Nutrendoci di cicorie e bacche, o che cacceremo i cinghiali con arco e frecce. Decrescita felice, termine che ribadisco è assolutamente infelice. Significherà che si darà davvero avvio alla riconversione del paradigma energetico basato sui combustibili fossili i cui effetti mondiali in termini di inquinamento con annesso riscaldamento globale. Disuguaglianze tra nord e sud del mondo, sono sotto gli occhi di tutti e ci hanno portato ai limiti dello sviluppo come con lungimiranza avevano detto quelli del Club di Roma. Dobbiamo calmare Gaia. Dobbiamo far scendere la temperatura del pianeta. Ed ognuno di noi, essendo causa del problema, deve diventarne parte della soluzione.
IL CORONAVIRUS
Dovremo adottare una maggior sobrietĆ nellāarte del vivere, essere più rispettosi e gentili lāun lāaltro. Investire in processi che fanno dellāefficienza energetica e dellāutilizzo del vettore elettrico in tali processi il cardine della nuova economia, lāunica che ci darĆ un benessere ādemocraticoā accessibile a tutti, potenzialmente privo di conflitti o comunque a bassissimo indice di conflittualitĆ . SarĆ capace sapiens di intraprendere tale strada? Non lo sappiamo, ma dobbiamo far si tutti insieme che ciò avvenga. PerchĆ© se dopo Coronavirus, al di lĆ di tutto ciò che questo comporterĆ – e che non sarĆ comunque poco – tutto dovesse continuare come prima allora davvero ci meriteremo il volo del Cigno Nero. E saremo davvero soli nellāaffrontarlo perchĆ© a tuttāoggi non abbiamo indizi che qualcuno, da qualche parte, ci verrĆ in soccorso.
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