Toporagno: un frenetico rider del sottobosco, squittiscono con toni acutissimi di CARLO GRANDE

I toporagni hanno vite brevi e violente e un metabolismo velocissimo. Si nutrono azzannando la preda che trasportano in una prigione degli orrori, una sorta di dispensa di prede vive e invalide. Ma i toporagni sono anche prede, e diventano bocconi ghiotti per corvi, ermellini, donnole e volpi.  Sui ‘dis-social’ non c’è via di mezzo, odio o venerazione: in un amen augurano la morte e subito dopo si sdilinquiscono per un bombo frastornato dal freddo di novembre (lo credo), da salvare con acqua e zucchero. Oppure vanno in brodo di giuggiole davanti a una pseudo-cimice corazzata (assai puteolente, alla bisogna), di quelle che distruggono i raccolti, che accarezzano e delicatamente accompagnano fuori, “magari” con un bacino sul musetto, scrive qualcuno.

IL TOPORAGNO

Prendete il toporagno: davanti a una foto è tutto (o quasi) un “tesoroooo”, “amoreeeee”, “ma quant’è carinooooo”, fidandosi del biologo-poeta D. G. Haskell, che ne La foresta nascosta (Einaudi) ha contemplato per un anno un metro di diametro di foresta primaria sulle colline del Tennessee – un cerchio grande quanto un mandala, che in sanscrito significa “comunità” – lo ha osservato sine ira et studio, in modo distaccato, ricavandone l’impressione di un frenetico rider del sottobosco. Il toporagno, dice – pelliccia grigia, coda ispida e corta, grande quanto il palmo di una mano – saetta nel terreno accelerando “come un ricciolo di lanugine catturato dall’aspirapolvere”. È il terrore del sottobosco.

IL CIBO

I toporagni mangiano qualsiasi cosa abbiano di fronte, naturalmente proporzionata alla loro stazza. Gli scienziati, se li catturano in una trappola a gabbia con dei topi, al ritorno trovano solo un mucchietto di ossa sorvegliato da un furibondo guardiano grigio. I toporagni squittiscono con toni acutissimi, non percepibili da orecchio umano. Hanno un sonar biologico che ascolta le onde sonore riflesse, un eco-localizzatore per orientarsi nelle tane e con le prede. Sono “sottomarini terrestri”, navigano basandosi sui i suoni. Vivono al buio e sono sempre su di giri.

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