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Cantiere TAV: Telt esclude un’impresa dai lavori perchè non in regola con la normativa antimafia Per i lavori di Chiomonte al 31 ottobre sono state effettuate 1.330 richieste di verifica antimafia

Chiomonte, il cantiere del TAV

CHIOMONTE – TELT, la società italo-francese incaricata della costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione, ha disposto la revoca dell’affidamento ad un’impresa impiegata nel cantiere TAV di Chiomonte. Questa era impegnata in attività marginali connesse alla manutenzione del cantiere di Chiomonte. A seguito dell’informazione antimafia interdittiva emessa dalla Prefettura di Torino è scattato il provvedimento.

ESCLUSIONE DI UN’IMPRESA DAI LAVORI

All’impresa, che fino ad oggi risultava in regola con la normativa antimafia, è stato vietato l’accesso al cantiere con effetto immediato. Questa azione è nelle determinazioni della Struttura Binazionale. Il tunnel di base del Moncenisio è l’unico caso in Europa di applicazione della normativa antimafia a livello transnazionale, indipendentemente dalla nazionalità dei cantieri. Per i lavori di Chiomonte al 31 ottobre sono state effettuate 1.330 richieste di verifica antimafia. Queste hanno portato all’interdizione da lavori in due casi cioè lo 0,15%.

IL PROGETTO DELLA TAV

Di tutti gli scavi, 160 chilometri, è già stato realizzato il 10% e aggiudicato il 20%. La Torino-Lione è quindi in corso di realizzazione avanzata. In Italia e in Francia sono attivi i cantieri delle gallerie geognostiche e di ricognizione. A Chiomonte, in Val di Susa, la galleria della Maddalena della TAV è nella parte finale dei 7.500 metri totali. Mentre a Saint-Martin-La-Porte, è in corso lo scavo di una galleria di 9 chilometri nell’asse e nel diametro del futuro tunnel di base, che si aggiungono ad altri 9 di discenderie, ovvero gallerie di accesso, già realizzate in Savoia.

Il treno è competitivo quando viaggia in pianura: l’unico modo per farlo, dove ci sono le montagne, è costruire un tunnel di base, che permetta di attraversarle alla quota più bassa. La linea storica esistente non risponde agli standard di trasporto internazionali. Si tratta infatti di un tracciato con pendenza eccessiva: l’antico tunnel del Frejus raggiunge quota 1300 metri, pertanto i treni necessita di usare fino a tre locomotive. Questo comporta un costo energetico del 40% in più.