Sul “Pasto in compagnia” a Coazze l’amministrazione chiarisce Risposta all'opposizione in Consiglio Comunale

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COAZZE – “Pasto in compagnia” a Coazze,  l’amministrazione puntualizza. L’amministrazione comunale di Coazze risponde con un comunicato stampa alle dichiarazioni del consigliere comunale Grazia Gerbi, pubblicate ieri sul giornale. A firma di Paolo Allais arriva un chiarimento sul progetto “Pasto in compagnia“. “Sono contento di leggere che la Signora Grazia Gerbi apprezza l’iniziativa che la nostra amministrazione ha attuato con il Centro Sociale “In un Altro Modo” – scrive l’architetto Allais – , come non avevo dubbi che ci avesse già pensato anche lei; per fortuna è rimasta solo un’intenzione, del resto con la sua “ mensa di paese” di guai ce ne ha già creati a sufficienza”.

Paolo Allais

LA CUCINA È SEMPRE LA STESSA

“Per quanto riguarda la cucina del Centro, la Signora Gerbi non si deve preoccupare, il gestore userà la stessa cucina che ha sempre utilizzato quando amministrava lei; per somministrare i pranzi a prezzo calmierato del Buffet del Cevrin, o del pranzo di laurea di sua figlia, o della “pastasciutta antifascista” o ancora quella con la quale lei aveva concordato la mensa di Cantonieri e Dipendenti comunali. E’ sempre quella! Mi stupisce inoltre che chiami “ditta” il Centro sociale “in un altro modo”, dove si entra solo se si è tesserati, e che se a fine anno non si riescono a coprire le spese di gestione deve richiedere un contributo al Comune per la sua sopravvivenza, e questa iniziativa è anche mirata ad aumentare il numero dei tesserati al centro, che quando lo ereditammo da lei nel 2004 per fare il quarto al tavolo di scopa doveva mettersi il gestore, noi lo lasciammo con 220 tesserati nel 2014, ora dopo i suoi 5 anni sono rimasti in 75.

Pasto in compagnia a Coazze

NON SIAMO UN’AMMINISTRAZIONE DI SINISTRA

Inoltre, se lei stessa afferma che buona parte dei ristoranti in paese già fanno un pranzo a prezzo fisso, perché pretendere da loro un ulteriore sacrificio? non sono mica enti senza fini di lucro come il Centro Sociale, non ricevono contributi a fine anno dal Comune, e comunque nessuno impedisce loro di comportarsi come meglio credono senza che arrivi l’Amministrazione comunale ad imporre, come dice la signora Gerbi “prezzi fissi e concordati” non è nelle nostre corde, non siamo un’Amministrazione di sinistra, la Signora Gerbi se ne faccia una ragione” conclude Allais.