Storia dei No Tav del 2004: la lista No Tav alle elezioni della Provincia di Torino di MARIO BONTOSI CAVARGNA

elezioni

VALSUSA – Storia del Movimento NoTav del 2004. La Comunità Montana espone le “7 criticità” della Torino-Lione nei confronti del territorio. Chiede la discussione prima di passare all’analisi di ad ogni altra situazione specifica. Legambiente Valsusa riassume le sue osservazioni in punti. Pro Natura Piemonte le fa precedere da un’ampia disamina sulle illegittimità della procedura che è stata seguita. Alla luce delle vigenti leggi sulla Valutazione di impatto ambientale. La Regione si appunta sulla cancellazione del raccordo di corso Marche. Taglia fuori dal Tav l’interporto di Orbassano, e rivela l’indifferenza di RFI per la sua reiterata richiesta. Nasce così un tavolo tecnico politico con i comuni da una parte, e la Regione, la Provincia, RFI, LTF ed il ministero dall’altra. Nella realtà, il confronto sarà assai poco produttivo, perché le Ferrovie non collaboreranno nella discussione delle problematiche proposte.

A CHIANOCCO

Il tentativo di sondaggio di Chianocco finisce con una orchestra No Tav che usa il tetto del  container come palco. Il container e la recinzione ma il sabato successivo il cantiere è ancora lì, quando un paio di centinaia di manifestanti vengono ad ascoltare quattro sindaci ed il presidente della Comunità Montana che stigmatizzano il fatto. Due asini mascottes si spingono per primi all’interno del recinto per brucare l’erba, poi c’è un accavallarsi spontaneo di gente e la recinzione va giù, prima da un lato, poi dagli altri. I carabinieri osservano con apprensione, ma nessuno danneggia le attrezzature e sul container viene issata una bandiera No Tav. Poco dopo ci sale sopra una orchestrina occitana ed il presidio si trasforma in una festa, con la musica che arriva dall’alto sulle persone che ballano in cerchio, cantano e battono il tempo con le mani e poi, al calare delle luci del giorno, accendono un falò.

L’AMIANTO

È nel corso di una serate che viene denunciato in tutta la sua gravità il problema dell’amianto. E’ emerso dagli stessi documenti progettuali. Il dottor Gays, che è medico oncologo al San Luigi di Orbassano, spiega il rischio legato alla presenza di fibre rilevata dai prelievi effettuati dall’Università di Siena per conto di RFI. Denuncia la dimensione dei volumi dello smarino del tunnel. Ogni milione di metri cubi equivale al volume di una delle Torri Gemelle. Ci sono almeno sette milioni di metri cubi da stoccare, di cui più di un milione contiene amianto. La protesta trova nuove occasioni per farsi conoscere. A Torino viene contestata una serata all’Unione Industriale con un titolo anche troppo significativo: “Torino, crocevia dell’Alta Velocità”. A Novalesa, domenica 15 febbraio, c’è un collegamento speciale con la popolarissima trasmissione RAI “Che tempo fa?” di Fabio Fazio.

Ministro Lunardi

DAL MINISTRO

Per l’incontro promesso dal ministro Lunardi, il 3 marzo, si reca a Roma una corposa delegazione di 25 sindaci della Bassa ed Alta Valle di Susa e della cosiddetta Gronda. La base di discussione, condivisa da tutti, è che, al di là delle contestazioni espresse dalle osservazioni. Per il modello di esercizio, il dissesto idrogeologico, l’inquinamento acustico, lo smarino, i problemi idrici e le fasce di salvaguardia. Si debba ripartire dalla questione dell’utilità dell’opera. Sembra che soffi un vento di attenzione favorevole ai NoTav. Sulla storia NoTav: l’incontro di Roma termina con un accordo importante: il ministro rileva la totale mancanza di dialogo tra RFI e i comuni. Accetta il principio che il progetto preliminare debba essere un progetto “vero”, che contenga le soluzioni a tutti i problemi e preveda i costi relativi.

CHI PAGA?

Tra i due Stati, alla fine si raggiunge una intesa e vengono preparate le bozze degli accordi che saranno firmati il 5 maggio in occasione del vertice dei due premier. L’Italia si farà carico del 63 % della parte internazionale, la Francia del 37 %. Resta in sospeso la richiesta dall’Italia di incassare una pari quota dei futuri introiti. Ai giornalisti che hanno seguito l’accordo è chiaro che l’Italia si è mostrata più interessata all’opera e che ha largamente ceduto per convincere i francesi. L’inizio dei lavori della Torino Lione è fissato nel 2006 e la conclusione nel 2018. Si stima che la tratta internazionale abbia un costo di preventivo di 6.700 milioni di euro, quella nazionale italiana di 2.300 milioni e quella francese di 4.085 milioni. In totale si tratterebbe di 13 miliardi ed 85 milioni di euro.

LE COMPENSAZIONI

La Regione, per convincere i comuni valsusini ad accettare compensazioni, assume un consulente di marketing. Docente di promozione pubblicitaria. Il professionista, si trova presto spiazzato e sarà ricordato per il suo ultimo intervento. Una lettera scritta a giugno ai settimanali locali con cui cerca di inserirsi pesantemente nella campagna elettorale contro Ferrentino ed i No Tav. Il presidente della Comunità Montana risponderà contestandogli una iniziativa politica inaccettabile, per il consulente di un ente pubblico. Intanto, la Regione continua a far pressioni per iniziare il tunnel geognostico di Venaus, ed il 20 maggio una corposa delegazione si reca nuovamente a Bussoleno. Per illustrare le prove fatte su radioattività, risorse idriche ed amianto.

IL COMITATO DI MONITORAGGIO

Storia NoTav: comincia la strategia di allarme intorno al movimento NoTav. Appena passate le ferie, si deve affrontare un nuovo dilemma. Entro il 15 settembre i sindaci dovranno decidere se entrare nel “comitato di monitoraggio”. Formato da sette tecnici espressi da tutte le parti, che gestirà anche il controllo dei sondaggi. È un ulteriore passo della Regione che, dopo aver finalmente approvato a luglio la delibera sulla VIA della tratta nazionale. Ora prova a strappare il coinvolgimento della Comunità Montana negli studi preliminari. La conferenza dei sindaci riunita dalla Comunità Montana di Bassa Valle, decide di non sedersi nel comitato di monitoraggio prima di un’analisi delle criticità della linea. E di non presentarsi a metà settembre alla firma dell’accordo per tale comitato, che pertanto verrà sottoscritto solo da Regione Provincia, CIG ed LTF. Casoni si affretta a dire che questo atto non rappresenta l’avvio dell’opera, ma comunque cresce l’allarme nei comuni interessati.

trivella

I CAROTAGGI

La preoccupazione per i sondaggi, il timore che l’inizio dei sondaggi sia inevitabile ed il successo del blocco delle trivellazioni a Chianocco e Pianezza. Spingono i comitati ad indire una serie di assemblee: la prima è a Bussoleno il 5 novembre. Anche la Comunità Montana di Bassa Valle fa sentire la sua preoccupazione per non aver potuto svolgere un confronto tecnico prima dell’approvazione della tratta nazionale. A dicembre si tiene un’altra serata a Milanere: si informa che, dopo gli avvisi ai comuni, sono arrivate le notifiche: i proprietari le hanno ritirate e ne hanno dato notizia alle amministrazioni ed ai comitati. La Comunità Montana, per bocca dell’assessore Gottero e la Coldiretti, di cui lo stesso Gottero è presidente regionale, offrono una consulenza legale gratuita a chi le ha ricevute.

IL LIBRO

Il testo sulla storia del Movimento NoTav è preso dal libro di Mario Cavargna Bontosi che ha gentilmente concesso la pubblicazione. Movimento NoTav. Cronaca di una battaglia ambientale lunga oltre 25 anni. Vol. 1 Storia NoTav: 1990-2008. Edizioni Intra Moenia.

Libro NoTav

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