Sapore di mare: l’omaggio di Carlo ed Enrico Vanzina alla commedia all’italiana

CINEMA – A Forte dei Marmi nell’estate del 1964 si incontrano le persone più diverse. La spiaggia della Versilia diventa il palcoscenico ideale dove si incrociano destini e contrasti sociali: si va dalla famiglia napoletana che tiene sotto stretto controllo la figlia Marina ai fratelli benestanti Luca e Felicino. Non mancano due rampolli di famiglia nobile e la ragazza bionda con fidanzato un po’ imbranato pronto ad innamorarsi di una bella signora. Questa pellicola cult, intitolata Sapore di mare, è custodita nella memoria collettiva ed è ampiamente documentata su Wikipedia.

Il doveroso omaggio al cinema di papà Steno

Questo è forse il miglior film dei figli di Steno che riceve da loro il giusto doveroso omaggio. Il lungometraggio è diretto da Carlo ma scritto insieme al fratello Enrico ed entrambi sentono di dovere parte del loro talento, che qui si esprime con la giusta misura, alla figura di papà Stefano (per tutti Steno). Nel testo emerge una citazione di una sequenza divenuta cult da I due colonnelli con un Totò strepitoso, un dettaglio cinefilo che spesso trova spazio nelle recensioni di MYmovies.

Il filo di malinconia oltre il cinepanettone

È a partire da questo che va letta questa pellicola perché, anche se le è stata attribuita la paternità dei cinepanettoni successivi, sente il peso della tradizione nobile della commedia italiana e sa come farsene messaggera. Lo fa nella descrizione dei personaggi: anche quando va sopra le righe con quello affidato a Christian De Sica, sa controbilanciare gli effetti inserendo quel tenue filo di malinconia che percorre tutto il film e trova nel finale il proprio senso.

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