Salbertrand: progetto Vivo meglio 2017, il passato a portata di mano Tra le novità, la partecipazione al progetto dell’Ente Parchi Alpi Cozie

SALBERTRAND – Sta prendendo avvio la terza edizione del Progetto “Vivo Meglio”, destinato ai servizi sociali della Valle. Lo scopo è stabilire relazioni significative tra il mondo dei Beni Ambientali – Culturali e alcuni gruppi di persone diversamente abili e renderle partecipi delle attività di gestione: da fruitori di un servizio a risorsa dello stesso.

Collaborano al progetto, coordinato dal Museo di Vaie, il Con.I.S.A. Valle Susa e l’Ente Parchi Alpi Cozie oltre a realtà sociali, produttive e operatori dei servizi. Numerose le attività proposte, dalla manutenzione e ripristino del percorso archeologico ai laboratori didattici. Da marzo ad ottobre saranno quattro le persone a collaborare ogni settimana alla manutenzione del percorso e alle pulizie dei locali del Museo.

Una delle novità è la partecipazione attiva al progetto dell’Ente Parchi Alpi Cozie. La sperimentazione prevede la presenza di un guardiaparco dell’ente in alcuni laboratori dedicati al tema dell’anno, “Natura e Preistoria”, e l’accoglienza di gruppi in visita alle risorse culturali e naturali di Salbertrand.

LE FALENE

Continua sul giornale. “L’obiettivo è attirare con la luce le falene e fornirgli una stanza da letto per il sonno, dopo il loro importante lavoro di impollinazione. Durante la fase di sonnolenza del primo mattino, Massimo verifica la loro presenza all’interno della piccola cabina e con molta attenzione, senza arrecare alcun danno, immortala con la macchina fotografica gli insetti. Un paio di scatti e via perché il tempo a disposizione è poco. Nei mesi più caldi dell’estate, soprattutto dalle 22 alle 24, le falene sono più attive e aumentano così le catture. Dopo uno scatto macro che inquadra il muso dell’insetto e coglie espressioni davvero uniche e curiose, segue uno scatto d’insieme ad ali e corpo, generalmente paffuto e peloso, significativo per la successiva identificazione della specie. La falena è liberata nel minor tempo possibile e la documentazione fotografica raccolta è sufficiente per attestare la presenza dell’individuo“.

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