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Rivoli: il PD suggerisce soluzioni e aiuti alla famiglie in difficoltà da Coronavirus Errigo: "Invitiamo a mettere in atto azioni di contrasto al disagio"

I carrelli della spesaI carrelli della spesa

Alberghina

RIVOLI – Il Partito Democratico di Rivoli, sull’emergenza sanitaria da Coronavirus, mette attenzione al sostegno alle persone in difficoltà. In una lettera indirizzata al sindaco Andrea Tragaioli, il segretario Alessandro Errigo scrive. “Il perdurare  dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la situazione economica precaria, l’isolamento domestico e l’incertezza dei tempi con cui si uscirà dall’emergenza sanitaria stanno portando ad avere anche sul nostro territorio situazioni di precarietà economica. Queste mettono in difficoltà cittadini e famiglie ad avere beni di prima necessità. Riteniamo sia necessario intervenire con la massima urgenza”.  Dal PD danno dei consigli su possibili soluzioni urgenti.

VALUTARE LE SOMME DA UTILIZZARE

“Invitiamo a mettere in atto azioni di contrasto al disagio che si sta creando nel più breve tempo possibile. Alla luce dell’ultimo Decreto che stanzia ai comuni italiani 400 milioni di euro. Bisogna richiedere urgentemente ai servizi finanziari del Comune un calcolo dei risparmi avuti nel primo trimestre 2020 sulle spese per servizi rispetto al preventivo 2020. Allo stesso tempo richiedere una previsione di spesa per il secondo trimestre e calcolare il risparmio avuto rispetto al preventivo 2020. Sicuramente ci saranno delle spese non sostenute che porteranno ad avere dei risparmi. Riscaldamento di immobili chiusi, manifestazioni annullate, servizi a domanda individuale non eseguiti”. 

UTILIZZARE IL RISPARMIO A BILANCIO

Quindi conclude Errigo sull’emergenza Coronavirus a Rivoli. “Si potrebbe presumere un risparmio dei primi sei mesi che si aggira intorno ai 100 mila euro. Tale cifra dovrà essere messa a disposizione dei soggetti sul territorio che già si occupano, tramite il volontariato, di essere a supporto delle famiglie bisognose. Con collette alimentari, distribuzione di pasti, e altro. In caso di eccessiva richiesta può svolgere lo stesso ruolo anche il CISA che può coordinare le richieste e smistarle sul territorio. Provare a programmare anche una distribuzione delle collette alimentari tramite la Protezione Civile per evitare ulteriori contagi. Bisogna valutare di fornire anche alcuni volontari delle associazioni caritative dei permessi per consegnare beni di prima necessità”.

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