RIVOLI – Nonostante qualche nuvola passeggera, la comunità polesana di Rivoli si è riunita questa mattina per celebrare la 71ª edizione della tradizionale Festa Polesana “Cocciar le uova“. L’antico gioco di origine veneta, che affonda le sue radici nel lontano 1952, ha ancora una volta animato la Pasqua rivolese, confermandosi come un appuntamento imperdibile per le famiglie legate alla cultura del Polesine. L’evento, sapientemente orchestrato dalla Pro Loco Rivoli con il prezioso patrocinio della Città di Rivoli, ha richiamato un folto pubblico di cittadini e curiosi, desiderosi di partecipare o semplicemente assistere a questa singolare competizione. Il principio del gioco è semplice quanto avvincente: armati di uova sode, i partecipanti si sfidano a colpi mirati, cercando di “cocciare” – ovvero rompere – l’uovo dell’avversario senza che il proprio subisca danni. Un rituale che si tramanda di generazione in generazione, portando con sé un carico di allegria e sana competizione.
A Rivoli “Cocciar le uova” a Pasqua
La longevità di questa manifestazione, celebrata ininterrottamente per oltre settant’anni, testimonia il forte attaccamento della comunità polesana di Rivoli alle proprie origini e alle proprie tradizioni. “Cocciar le uova” non è solo un gioco, ma un vero e proprio momento di aggregazione sociale, un’occasione per rinsaldare i legami familiari e comunitari, e per tramandare la memoria storica di una cultura ricca e vivace. Anche quest’anno, l’entusiasmo dei partecipanti, dai più piccoli ai più anziani, ha reso la mattinata pasquale a Rivoli un vivace omaggio alla tradizione polesana, dimostrando come un semplice gioco possa continuare a rappresentare un elemento fondamentale dell’identità di una comunità.

































