Regno di Sardegna: Vittorio Amedeo II di Savoia e l’assedio di Torino del 1706 22 - Oltre 44 mila soldati francesi accerchiarono la cittadella di Torino

TORINO – Storia di Vittorio Amedeo II di Savoia. Sono passati 315 anni da quel fatale 1706, l’anno dell’assedio di Torino, che continua a essere uno degli eventi più importanti della storia della città, per ricordare l’eroe popolare più amato, Pietro Micca, che nella notte tra il 28 e il 29 agosto 1706 perse la vita, per fermare i Francesi lungo le gallerie di contromina intorno alla Cittadella, e per celebrare i 60 anni del Museo Pietro Micca, nato dalla determinazione del generale Guido Amoretti, in occasione di Italia 61 e da allora fedele custode non solo della memoria dell’eroe, ma anche della ricerca storica e archeologica della Cittadella e delle strutture militari che la circondavano. L’assedio di Torino ebbe luogo nel 1706 durante la Guerra di successione spagnola. Oltre 44 mila soldati francesi accerchiarono la cittadella di Torino fortificata difesa da circa 10.500 soldati sabaudi che combatterono strenuamente dal 14 maggio fino al 7 settembre.

La-battaglia-del-7-settembre-1706-la-fine-di-dellassedio-di-Torino

Quando l’esercito a difesa della città comandato dal Principe Eugenio di Savoia-Soissons e dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia costrinse i nemici a una precipitosa ritirata. L’assedio durò centodiciassette giorni; a conclusione della guerra, con la firma del Trattato di Utrecht del 1713 e Rastadt dell’anno successivo, Vittorio Amedeo II, duca di Savoia, divenne il primo re della sua dinastia

IL REGGIMENTO GUARDIE

Nel glorioso assedio di Torino, in cui fu scritta una delle più belle pagine della storia militare del Piemonte, il Reggimento delle Guardie combatté eroicamente. Si segnalò in specie nella disperata difesa dei bastioni di S. Maurizio e del Beato Amedeo, in luglio e in agosto, e nel memorabile contrattacco in cui il reggimento tutto riunito, portandosi a piè d’opera a rullo di tamburo e a bandiere spiegate, si lanciò contro il nemico al vecchio grido “a me le Guardie! Avanti Guardie!” e riconquistò l’importante controguardia di S. Maurizio in più ore di lotta accanita. E fra i primi ad arrivare sulle posizioni nemiche fu il Maggiore Bolger, che incitava i suoi soldati alzando al cielo il braccio sinistro sanguinante, mozzo della mano, tagliatagli da un fendente francese.

MUSEO-CIVICO-PIETRO-MICCA-E-DELL-ASSEDIO-DI-TORINO-DEL-1706

ARRIVA L’ESERCITO

Quando il 7 settembre presso Torino arrivò l’esercito imperiale guidato da quel mirabile condottiero che fu il Principe Eugenio, ecco i difensori della città tentare violenta sortita (in testa a tutti il Reggimento delle Guardie) e contribuire alla disfatta delle forze franco-spagnole nella grande battaglia combattuta fra Stura, Dora e Po. Per volere del Duca Vittorio Amedeo II, a seguito di un voto fatto alla Madonna delle Grazie per la vittoria sui francesi, venne scelto l’architetto messinese Filippo Juvarra per progettare nel 1715 l’imponente Basilica sul colle di Superga. Nel 1731 venne inaugurata in presenza del re Carlo Emanuele III di Savoia.

IL GRUPPO STORICO

Fra plotoni armati di baionette, colpi di cannone e movimenti militari, il Gruppo Storico Pietro Micca comprende anche il Plotone Granatieri Reggimento Guardie. Originariamente costituito nel 1659, il plotone granatieri porta la bandiera d’ordinanza concessa nel 1664. Gli uomini hanno il caratteristico berretto di lana rossa a punta ricadente, ornato di pelo di volpe, l’uniforme blu a risvolti rossi e le ghette rosse. Sono armati di fucile a pietra con baionetta a ghiera, sciabola, ascia da combattimento e pistola a pietra. Portano una capace borsa di cuoio, la gibecière, contenente dieci granate a mano e sono provvisti di cache-meche, speciale cilindretto in bronzo, fissato alla bandoliera, dove si conserva la miccia accesa per l’innesco rapido delle granate. La fattura della divisa riprende esattamente quella utilizzata durante l’Assedio di Torino del 1706.

Per la Guardia, a differenza degli altri reggimenti di fanteria che avevano le uniformi grezze, ossia non colorate, venivano fatte tingere le uniformi. Una procedura allora molto costosa, segno di distinzione per il corpo. Gli zappatori (sapeurs), indossavano in aggiunta un grembiule di cuoio naturale. Gli ufficiali e i sergenti, a differenza dei corrispettivi graduati dei fucilieri che portavano l’esponton, erano armati di fucile.

LA BATTAGLIA

Avverrà sabato 11 settembre dalle 15,30 alle 18, con vari appuntamenti con i rievocatori in divisa d’epoca del Gruppo Storico Pietro Micca della Città di Torino. Il primo alle 15,30 al museo Pietro Micca e subito dopo al Monumento all’eroico minatore davanti al Maschio della Cittadella. Un momento di particolare spettacolo alle 16,30 nei Giardini Reali dove il Gruppo Storico effettuerà tiri a salve di cannone e fucileria davanti alla rinnovata fontana del Tritone e dove sono visibili le fortificazioni perimetrali delle città nel 1706 con la porta da cui uscirono gli eroici difensori superstiti per concorrere alla battaglia e da dove entrarono il Principe Eugenio di Savoia e il duca Amedeo II dopo la vittoria per il Te Deum in Duomo.

Basilica di Superga

LA CERIMONIA

Seguiranno alle ore 17 la cerimonia istituzionale in piazza Palazzo di Città con la deposizione di corona al Principe Eugenio di Savoia e alle 18 in Duomo la messa di suffragio per i Caduti dell’assedio e di ringraziamento. Le celebrazioni del 315° anniversario si concluderanno nella stessa serata di Sabato 11 settembre alle ore 21 con il concerto della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense con una carrellata di musiche militari dal XVIII secolo ad oggi. Si svolgerà nella Corte di Palazzo Reale, accesso gratuito dalle ore 20 e inizio concerto alle ore 21. Prenotazione obbligatoria all’email eventi@museopietromicca.it, necessari Green Pass e mascherine.

RESTA AGGIORNATO SU TUTTE LE NOSTRE NOTIZIE! COME?

Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia! Segui e metti mi piace al canale YouTube L’Agenda News.