VAL CENISCHIA – La stagione della pesca 2026 in Val Cenischia riparte all’insegna della sostenibilità e del rispetto normativo. Per tutelare la fauna ittica e gli ecosistemi locali, la Città Metropolitana di Torino ha ufficializzato il Manifesto Pesca e il Vademecum per il Pescatore, strumenti essenziali per conoscere i periodi di divieto, le misure minime e il numero di esemplari prelevabili. È fondamentale distinguere tra zone salmonicole, aree di protezione e zone no-kill, consultando i documenti ufficiali per evitare sanzioni. Questi vademecum, disponibili sul sito dell’Ente, definiscono inoltre le modalità specifiche per le acque soggette a diritti demaniali, garantendo un’attività alieutica consapevole lungo i corsi d’acqua del territorio torinese.
Guida pratica al Manifesto Pesca e alle licenze della Città Metropolitana di Torino
Per praticare la pesca dilettantistica è necessaria la licenza di tipo B, ottenibile tramite il versamento della tassa regionale di 35 Euro, valida 365 giorni e corredata da un documento d’identità . Esistono esenzioni specifiche per i minori di 14 anni e i soggetti tutelati dalla legge 104, valide sul territorio piemontese. Chi desidera pescare nelle acque soggette a diritti demaniali esclusivi deve integrare un versamento di 12 Euro o optare per i permessi temporanei (giornalieri o settimanali), ideali per l’accesso a zone turistiche e campi gara. La corretta gestione burocratica, unita alla conoscenza delle mappe ufficiali, permette di godere appieno della biodiversità della Val Cenischia in totale sicurezza.































