Perché si dice che il gatto nero porta sfortuna? Il significato della superstizione legata al gatto nero e l’origine di questa credenza popolare

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Perché il gatto nero porta sfortuna? Sveliamo le radici di questa inutile credenza nata nel Medioevo ed arrivata come superstizione fino ad oggi. I gatti neri sono  tra le razze di gatti  più discusse e poco accettate della storia. Essi sono stati oggetto di tantissimi pregiudizi e credenze, oggi ancora vivide in diverse culture del mondo. Elegantissimi, ignari delle dicerie che si spendono su di loro, i felini neri sono perfetti così come sono, nonostante tutto! Ma Perché il gatto nero porta sfortuna? Il significato della superstizione legata al gatto nero e l’origine di questa credenza popolare non ha motivazioni universali certe. Ma essa viene tramandata da generazione in generazione, fino ai giorni nostri. Come ogni superstizione che si rispetti, è circondata da un alone di mistero che affascina i più curiosi. Ma dove nasce la credenza che il gatto nero porta sfortuna?

LE STEGHE

Il gatto nero porta sfortuna per colpa delle streghe. L’accezione che ha reso il gatto nero un simbolo “porta sfortuna” è risalente all’Europa medievale quando questo felino dal pelo scuro è stato associato al mondo delle streghe e creduto un loro discendente. Associati alle streghe, questi felini notturni, incutevano paura alla gente di quel periodo perché ricordavano loro gli inferi, la morte, il lutto. Inoltre, per il gatto nero, la sfortuna vuole che nel 1200 in pieno periodo di Inquisizione e di guerra contro il Sabba, una bolla emanata dal Papa Gregorio IX, detta Vox in Rama, annunciava che i gatti neri sarebbero stati perseguitati e uccisi proprio come le streghe. Capace di vedere di notte, questo “portatore di sfortuna” dal manto scuro si credeva fosse impossessato dal diavolo.

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