SUSA – Lunedì 8 dicembre il movimento No Tav torna a marciare in Val di Susa, da Venaus a San Giuliano di Susa, in un evento che celebra i vent’anni dalla storica “autunno caldo” del 2005. Quella data non è casuale: simboleggia la “memoria viva e la determinazione” di un movimento popolare che non ha mai arretrato, ricordando le barricate e la riconquista del presidio di Venaus. I No Tav sottolineano come quel periodo abbia segnato profondamente la storia della Valle, dimostrando all’Italia intera cosa significhi difendere il proprio territorio con coraggio. La marcia vuole essere un atto politico e popolare, non un semplice rito, e invita tutti a raggiungere la Valle già nei giorni precedenti per partecipare a iniziative culturali, assemblee e momenti di socialità , preparandosi a costruire insieme il senso profondo di questa mobilitazione.
No TAV: San Giuliano e Palestina
Il percorso della marcia, da Venaus a San Giuliano di Susa, assume quest’anno un significato particolarmente cruciale. La frazione di San Giuliano è stata recentemente teatro di “prese di possesso” delle abitazioni, un tentativo che i No Tav definiscono “pericoloso” e volto a trasformare la terra in un cantiere “unico e permanente”, trattando le case e i suoi abitanti come “ostacoli da rimuovere” e “pedine sacrificabili”. La marcia servirà quindi a portare solidarietà alle famiglie sfrattate. Inoltre, l’appuntamento assume una dimensione internazionale: i manifestanti marceranno anche “contro la guerra e con la bandiera della Palestina“, rivendicando che la solidarietà e l’alleanza, sia dentro che fuori dai propri territori.
































