L’Occitano vive nell’alta Valle di Susa: incontri dei “Patoisants” custodi di un patrimonio culturale

VALSUSA – Nell’alta Valle di Susa, la comunitĆ  si mobilita per preservare un tesoro inestimabile: la lingua occitana. Gli incontri dei “patoisants” sono diventati appuntamenti cruciali per riscoprire e valorizzare una parlata ancestrale, troppo spesso relegata a un ruolo marginale. Contrariamente a un passato che la vedeva stigmatizzata, l’occitano ĆØ riconosciuto come un patrimonio culturale secolare, citato persino da Dante nella sua “De vulgari eloquentia”. Questi raduni non sono solo lezioni di lingua, ma vere e proprie celebrazioni conviviali, dove si rivivono gli usi contadini, i riti tradizionali e il folklore locale. Dalle storie divertenti ai “sobriquĆ©s” (soprannomi) delle comunitĆ , ogni incontro rafforza il senso di appartenenza e l’orgoglio per una cultura radicata nel tempo e nel territorio.

Incontri dei “Patoisants”

Questi appuntamenti, che vedono la partecipazione entusiasta di decine di persone di ogni etĆ  e livello di conoscenza dell’occitano, dimostrano il forte desiderio di mantenere viva la tradizione linguistica dell’Alta Valle. A Salbertrand, si sono esplorati i soprannomi che caratterizzano gli abitanti della Valle Dora, mentre a Bardonecchia, “lu lups” (i lupi), la rassegna “Frammenti di memoria di storie bardonecchiesi” ospita gli ultimi incontri della stagione. Questi eventi, arricchiti da letture di poeti e scrittori locali, collegano oralitĆ  e letteratura, offrendo una prospettiva ricca e dinamica sulla lingua occitana. L’iniziativa, che ha animato l’inverno e la primavera con la rassegna Chantar l’Uvern, culminerĆ  con la preparazione di nuove iniziative per il prossimo 4 ottobre, segno di un impegno costante per la tutela di questa preziosa ereditĆ .

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