Lettera sulla TAV a Avigliana “Bisogna interrare la ferrovia altrimenti la città è distrutta” di Gianfranco Ferraudo, assessore PCI ad Avigliana dal ’75 al ’90

Lettera del 13 febbraio 2022

Tra qualche mese, amministrative ad Avigliana. Come residente, mi auguro una vivace, civile e leale campagna elettorale, che sia occasione per evidenziare i problemi e le grandi opportunità del territorio e per conoscere le diverse soluzioni che i contendenti propongono. Triste sarebbe trovarsi di fronte a programmi sostanzialmente uguali, tutti dichiaranti che si opererà per il bene della città, tutti formati da “gente onesta” ecc.. ma nessuno che centri le vere questioni e che, per ognuna, presenti un’analisi e le possibili soluzioni, in modo netto e chiaro.

È grave il rischio che si rimanga nel vago buonismo e basta. Nella migliore delle ipotesi si voterebbe sulla base di simpatie personali, o su consiglio di qualche amico “informato” oppure sotto l’influenza degli assidui frequentatori di bar, giardini e luoghi vari d’incontro. Oppure, peggio, secondo la furbesca prassi di mirare a conservare o acquisire favori, privilegi, incaricucci vari. Nei programmi un tema non potrà mancare: l’impatto che sulla città avrà la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità (Tav). La certezza assoluta degli eventi si ha solo nei laboratori scientifici in condizioni ideali. Nel reale non si presentano certezze ma probabilità (la pandemia insegna). La certezza che il Tav si faccia non c’è, ma l’alta probabilità sì. L’abbiamo capito.

Si deve partire dal fatto che incombe un progetto che devasterà la nostra bella città. La linea correrà dove c’è l’attuale ferrovia contornata da una barriera alta parecchi metri. Spaccatura definitiva. Morte certa della porzione Nord (corso Torino). Treni che sfrecceranno a velocità folle in pieno centro. Il tutto con la benedizione di chi si presenta come paladino della “vivibilità” urbana e della “sostenibilità” del traffico e non esita, in nome di tali ideali, a impedire la circolazione a qualche anziana auto, da sostituire eventualmente con l’incentivato monopattino. Battaglia. Bisogna dare battaglia. Ribaltare la situazione. Fare del pericolo un’opportunità. Soluzione migliore è l’interramento della ferrovia, è un intervento ampiamente adottato dove è stato sollecitato (Liguria, Torino ecc..) la città sarà ricucita e vivrà una realtà adesso inesistente: l’integrazione delle zone limitrofe a corso Torino al resto del tessuto urbano.

Sicuramente un’opera costosa, ma già presente in una prima bozza del progetto e poi abbandonata, forse proprio per la spesa. Ma i costi deve pagarli chi fa il Tav, che dispone di miliardi di fondi, e non noi aviglianesi con la distruzione di parte della città, il deprezzamento delle case, la fine di ogni attività in corso Torino, che non sarà certo salvato da qualche fioriera o sfilate con majiorettes e cotillons. E qualcuno non si improvvisi paladino delle economie di spesa della società costruttrice, scartando tale soluzione perché troppo cara. Cari amministratori, pensate a difendere la vostra città ed i vostri cittadini e non i conti di chi su di noi costruisce il Tav. È soluzione troppo cara? Lo dicano loro, non voi. Voi lottate per ottenerla. Su tale tema i cittadini saranno sicuramente con voi, ma voi lottate. Fino alle dimissioni di tutto il Consiglio, qualora si volesse assolutamente consumare tale nefandezza.

Il sottoscritto rivestiva l’incarico di Assessore all’Urbanistica quando si costruì l’autostrada. Dopo lunghe lotte (sbagliate e perdenti) perché non si facesse, si decise di vendere cara la pelle e dal progetto originale, che per Avigliana prevedeva solo danni, si sono ottenuti gli svincoli (che non si volevano) la bretella per Drubiaglio e la circonvallazione a Corso Torino, senza la quale sarebbero stati impossibili sia la circonvallazione di Monte Cuneo che i prosperosi e ordinati insediamenti commerciali e produttivi promossi da chi è venuto dopo. Ma soprattutto si è ottenuto che il casello fosse posto dopo gli svincoli di Avigliana, rendendo la prima tratta gratuita per i residenti di Avigliana, della Valsangone, della Valmessa e dei Comuni della Bassa Valle. Un bel risultato di unità ottenuto con la collaborazione di parte dell’opposizione. Non ci siamo fermati di fronte ai terribili danni alla Sitaf per le migliaia di pedaggi persi.

Qualora non si ottenesse l’ottimale interramento, si potrebbe chiedere uno spostamento oppure il ritorno all’originale percorso sotto il Musinè. Non si tiri in ballo l’amianto. Da decenni in Bassa Valle operano cave che estraggono e triturano la stessa roccia a cielo aperto e nessuno le ha mai fermate. Auguriamoci che i contendenti (chiunque vinca) lottino e la spuntino e non accettino di sottoscrivere la distruzione della nostra bella Città che, si dice, ha anche un futuro di turismo.

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