Lettera sulla ruota panoramica a Rivoli “Trasformazione strisciante da città storica a città baraccone” di Loredana Trinchieri, Piero Miniggio, Marco Antonio Maria Rossino, Filadelfo Castiglia, Roberto Sarto, Enzo Vitulano

Lettera del 7 dicembre.

Ci mancava la ruota panoramica! E proprio lì, nell’unica piazza “centrale”, piazza Martiri. D’altronde di cosa vogliamo stupirci? È solo l’ultima trovata geniale della trasformazione strisciante da città storica (invidiata da tanti) a città baraccone, in atto da oltre vent’anni. Gli edifici storici, le vie e le piazze medioevali o la stessa collina, sono valorizzate quanto le strade asfaltate. Le “radici” agricole, artigianali, industriali e antifasciste, messe in un angolo, o accantonate del tutto. Molte città hanno fatto della propria storia e della cultura il perno su cui ricostruire identità, comunità, e promuovere un turismo “intelligente”. Rivoli non è tra queste.

Fino a pochi decenni fa, la Fiera di Santa Caterina (datata 1365) era un vanto dei rivolesi. Attirava visitatori ed espositori qualificati, anche da lontano, perché si potevano trovare prodotti che da altre parti non si trovavano. Oggi è un mercatone indistinto: miele biologico e mutande, toma d’alpeggio accanto alla porchetta romagnola…Stessa sorte toccata alla Fiera di Primavera: da fiera “agricola”, caratterizzata da produttori di piante e fiori, trattori d’epoca e macchinari agricoli… a mercatone di piante e calze. A Rivoli non c’è un teatro, non c’è un cinema (pardon c’è quello parrocchiale), le attività della biblioteca ridotte al lumicino; chiuso il museo delle macchine da stampa, soppressa la manifestazione “trucioli d’artista”…

Le diverse Amministrazioni alla guida della città, sembra facciano a gara a buttare nel cestino identità, storia e cultura proprie, rendendo Rivoli una qualunque città anonima della periferia metropolitana. Dopo la stagione delle grandi opere inutili comunali, perlopiù incompiute, con la loro eredità di debiti e scheletri di cemento, sembra che l’unico rilancio possibile di Rivoli passi per il Luna Park. E così, da qualche anno si tiene anche il Mercato Europeo: tortillas e paellas, salsicce e braciole. A dicembre l’immancabile Villaggio di Babbo Natale, sempre in piazza Martiri, definito, dagli amministratori passati, un grande evento culturale. Infine dallo scorso anno abbiamo anche Rivoli beach, un altro grande intrattenimento “culturale”, sabbia e giochi da spiaggia…

Vogliamo quindi stupirci per la ruota panoramica in piazza Martiri? Forse è il momento di aprire gli occhi: il paese dei balocchi esiste solo nelle favole… Lo sperpero di soldi pubblici e l’impoverimento culturale sono invece la realtà.

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