Lettera di Pourpour “Con l’autostrada hanno preso alla Valsusa e Sitaf non da nulla al territorio” di Roberto Pourpour, sindaco di Salbertrand

Lettera del 14 settembre 2021.

Se ci si sofferma a riflettere sulla situazione della Val Susa, non si può che constatare che negli ultimi trent’ anni questo territorio è profondamente cambiato, purtroppo in peggio. E’ stato rovinato in quello che è l’aspetto tipico di una Valle Alpina, in sfregio a quelle che sono le più elementari regole di cura e immagine dell’ambiente montano. Facciamo alcune considerazioni in retrospettiva: partendo dagli anni 60/80 è indiscutibile il fatto che vi sia stata una forte speculazione edilizia, che ha causato una deturpazione del territorio. Inoltre, la mancanza o la scarsa esistenza di una specifica cultura, ha contribuito a peggiorare una situazione che al giorno d’oggi non sarebbe sicuramente accettata.

A seguire, negli anni 90 è stata realizzata l’autostrada A32. Nella sua realizzazione non è stato assolutamente preso in considerazione l’impatto ambientale e, cosa ancora più grave, le relative criticità ambientali che insistono sull’autostrada stessa. La realizzazione dell’autostrada è avvenuta espropriando terreni privati per costruire un’opera di utilità pubblica, opera gestita da SITAF spa, ad oggi una azienda privata ne detiene il 67 % delle azioni; una struttura che permette di fare forti utili.

Ciò premesso, mi chiedo quali siano i benefici che ricevono quotidianamente i Comuni dell’Alta Valle di Susa, i Comuni della Bassa Valle di Susa ed i loro residenti. Praticamente i benefici sono pari allo zero assoluto, l’autostrada si paga, ivi compreso il tunnel del Frejus, si subisce l’inquinamento acustico, l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento e l’impoverimento delle falde freatiche. Inoltre sotto i viadotti dell’autostrada oppure nelle aree limitrofe alle aree di servizio, si può constatare la giacenza di quantità di immondizia non indifferente.

pourpour

Questi sono alcuni “benefici” che i valsusini ricevono quotidianamente. Ma non solo. Infatti è molto importante segnalare che, in base ad accordi internazionali, a breve assorbiremo tutto il transito pesante della Valle d’Aosta ( tunnel del Monte Bianco ). Vi sono poi gli effetti collaterali, quelli infidi che si presentano a distanza di anni a causa dell’inquinamento, che minano quotidianamente la nostra salute. Bisogna inoltre ricordare, che fino al 2020 la SITAF era una società a maggioranza di capitale pubblico, e che dalla realizzazione dell’autostrada ad oggi, non risulta siano mai state indette delle gare di appalto, per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, gare pubbliche, ovvero aperte anche alle aziende della Valle dotate dei previsti requisiti. Si sarebbe così potuto dare una opportunità di lavoro agli operatori locali, come del resto previsto dal codice appalti.

In merito quanto sopra ricordo di un articolo pubblicato su un giornale locale dove, l’allora Presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa, dott. Ferrentino, si interrogava sul perché non venissero indette gare d’appalto aperte che dessero l’opportunità anche alle aziende locali, della Valle di Susa di parteciparvi. Questo comportamento ha contribuito a determinare in questi anni la chiusura della operatività di molte aziende della Valle. Il monopolio dei lavori manutentivi dell’autostrada, ha fatto sì, che emergessero aziende come….SITALFA, OK-GOLL ora divenuta R.O.S.S., TECNOSITAF e MUSINET. Conseguentemente, le poche aziende della Valle rimaste in attività, sono costrette a lavorare alle condizioni e modalità di pagamento imposte dalle suddette aziende.

Per quanto riguarda lo sfruttamento del territorio, vanno prese in considerazione anche le fasce di rispetto autostradale, cioè tutti quei terreni confinanti all’autostrada su entrambe i lati che, nei centri abitati sono stabilite in 30 metri, e fuori dai centri abitati si parla addirittura di 60 metri. Sono soprattutto aree di proprietà privata, ma che in concreto sono da considerarsi inedificabili, anche se previste dal piano regolatore del proprio Comune come edificabili. Infatti, nel caso in cui si ottenga una autorizzazione dalla SITAF alla realizzazione di strutture di vario genere in fascia di rispetto, si è obbligati a sottoscrivere una convenzione con la suddetta società in cui, in caso di necessità di predetta area da parte del gestore autostradale, il proprietario del suolo deve renderlo libero da ogni vincolo a proprie spese. Quindi, in buona sostanza, i terreni che rientrano nelle suddette fasce, sono di fatto soggette a possibili espropri da parte del gestore.

Considerando la sede autostradale e le fasce di rispetto su entrambe i lati, in particolare fuori dai centri abitati, ( 60 metri per lato), di fatto la società SITAF dispone di una larghezza di circa 200 metri di territorio per la lunghezza dell’intera Valle. Altro aspetto da prendere in considerazione sono le opere ereditate dalle Olimpiadi Invernali 2006 che insistono sui territori Valsusini. Ad oggi, in che condizioni sono e in quale modo vengono sfruttate? Dobbiamo purtroppo rilevare che in molti casi sono dei monumenti allo spreco di denaro pubblico.

Per non farsi mancare nulla, che dire della realizzazione della diga di Pont Ventoux realizzata sul Comune di Oulx per alimentare il bacino alle Gorge di Susa, il tutto realizzando un canale all’interno della montagna; canale che ha creato seri danni, e per quello che riguarda Salbertrand a causato il prosciugamento di diverse falde acquifere che alimentavano gli acquedotti e l’irriguo, ad oggi, costringendoci ad alimentare le vasche degli acquedotti tramite pozzi e stazioni di pompaggio. Presumo che simili danni li abbiano subiti anche i Comuni di Exilles, Chiomonte e Giaglione interessati dall’opera. In alcune occasioni parlando con il Sindaco di Giaglione sono venuto a conoscenza che addirittura nel suo Comune sono state lesionate 55 case, a causa delle mine usate per avanzare nella roccia e cosa grave senza ricevere alcun indennizzo, nonostante le varie cause.

L’acquedotto di Valle? Speriamo in bene. Alla luce di quanto evidenziato, i Valsusini, stanchi di essere presi in giro dalle mille promesse non mantenute, cominciano a dire di no alla devastazione del territorio, a dire di no alle opere inutili, a dire di no allo spreco di danaro pubblico. L’ultimo esempio è rappresentato dalla riproposizione dell’ennesima opera di impatto devastante, rappresentata dalla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino Lione. Il tutto in cambio di qualche millantato posto di lavoro e imponendo la realizzazione di cantieri elogiandosi del fatto che, grazie al loro intervento vengono bonificate aree degradate. Situazioni createsi negli ultimi decenni a seguito dell’incuria e dei mancati controlli da parte di chi, enti o persone, ne avevano la competenza.

Alla luce di quanto sopra sarebbe equo, che le Società azionarie della A32 ristorassero i vari Comuni della Valle di Susa sia per il risarcimento dovuto per il presente, ma soprattutto per il pregresso, utilizzando parte dei proventi ottenuti dallo sfruttamento dei precitati territori.

In tal modo verrebbe garantita una ricaduta finanziaria costante sui territori danneggiati, a disposizione dei Sindaci, che utilizzerebbero tali risorse per la gestione e per le opere di manutenzione, senza dover essere costretti a mendicare a destra e a manca o svendere il territorio per pochi posti di lavoro, per sopperire alle carenze dovute a decenni di politiche monopoliste e sfruttamento della Valle senza le dovute ricadute. Per tutti questi motivi mi batto per i giusti risarcimenti. Questa sarebbe una strada corretta da percorrere per dare l’opportunità anche ai Sindaci, di creare posti di lavoro e soprattutto per migliorare la qualità del territorio.

Pertanto rivolgo un invito a tutti i colleghi, da Casellette a Bardonecchia, a battersi per una giusta causa, se veramente interessati al nostro territorio e ai nostri concittadini. A seguito di questo comunicato seguirà da parte del sottoscritto un invito ufficiale per realizzare un dibattito e per la stesura di un documento condiviso da presentare nelle sedi opportune.

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