VALSUSA – Il progetto della cassa di laminazione sulla Dora Riparia, gestito da Aipo e Regione Piemonte per proteggere Torino dalle piene, ha sollevato un coro di proteste nei comuni di Alpignano, Caselette, Rivoli e Rosta. Durante lāincontro del 10 marzo, i sindaci e i vertici di Coldiretti hanno espresso forte apprensione per unāopera che prevede lāesproprio di centinaia di ettari agricoli. Secondo gli amministratori, l’infrastruttura cosƬ concepita arrecherebbe danni irreversibili non solo alle aziende agricole locali, ma anche al patrimonio paesaggistico e turistico, colpendo percorsi storici come la Via Francigena e le piste ciclabili su cui il territorio ha investito massicciamente negli ultimi anni.
Sindaci e Coldiretti uniti contro l’impatto dell’opera: si cercano soluzioni meno invasive per la piana
Lāobiettivo dichiarato ĆØ tutelare il capoluogo piemontese senza però devastare l’hinterland. Per questo, supportati da consulenze tecniche, i territori chiedono di valutare alternative meno impattanti e meno costose, come l’innalzamento di tre ponti a Torino o interventi diffusi lungo l’asta del fiume tramite invasi utili anche all’irrigazione estiva. La strategia ĆØ chiara: muoversi compatti entro il 16 marzo con richieste di integrazione documentale alla Regione. Come sottolineato dal sindaco Pacifico Banchieri, la prioritĆ ĆØ agire in modo coeso per salvaguardare la piana della Dora e garantire una prospettiva economica concreta alle imprese agricole della zona.


































