“Radio Clandestina” a Caselette: la memoria delle Fosse Ardeatine rivive nel teatro di Ascanio Celestini

CASELETTE – Giovedì 9 aprile, alle ore 21.00, il Teatro di Caselette ospiterà uno degli appuntamenti più attesi e intensi della stagione: “Radio Clandestina”. Tratto dal celebre lavoro di Ascanio Celestini, questo monologo rappresenta una pietra miliare del teatro di narrazione italiano, riportando al centro del dibattito culturale l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Lo spettacolo, che chiuderà ufficialmente la RassegnaT 2026, si configura come un viaggio profondo nella memoria della Roma occupata durante la Seconda Guerra Mondiale. Attraverso un linguaggio semplice ma dirompente, l’opera intreccia testimonianze dirette e frammenti di vita quotidiana, restituendo voce a una storia fatta di paura, coraggio e resistenza. L’obiettivo non è solo la cronaca storica, ma la creazione di un ponte emotivo che permetta al pubblico di immedesimarsi in una vicenda collettiva che ha segnato indelebilmente l’identità del nostro Paese.

Il capolavoro del teatro civile chiude la RassegnaT 2026 portando in scena la Resistenza e la storia collettiva, con agevolazioni dedicate a scuole e insegnanti

L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Caselette e dalla Fondazione CRT, punta con forza al coinvolgimento delle nuove generazioni e del mondo dell’istruzione. Come sottolineato da Andrea Capogreco, trasformare la memoria in un impegno civile quotidiano è un dovere imprescindibile, specialmente nel contesto attuale. Per favorire la partecipazione dei più giovani, sono state attivate promozioni speciali per gruppi di studenti e docenti, valide esclusivamente in prevendita contattando l’indirizzo formazione@teatrocaselette.it. I biglietti sono disponibili al costo di 28 Euro su Vivaticket o presso la biglietteria di via Alpignano 113 la sera stessa dell’evento, a partire dalle 20.15. Grazie al contributo di sponsor locali come Kiosko Birreria, Fanutza Costruzioni, Aeris Special Cables e Airone Rimessaggio Camper, il teatro si conferma uno spazio vitale per interrogarsi sul presente e custodire attivamente il significato della libertà.

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