Il movimento No Tav Valsusa manda una lettera aperta al presidente Mario Draghi "Si fermi allora un progetto climaticida, la Torino-Lione"

VALSUSA – Una lettera aperta è stata inviata da Angelo Tartaglia al Presidente del Consiglio Draghi e ai ministri Giovannini e Cingolani. Dai tre decisori politici sono da tempo attese i provvedimenti che dovrebbero consentire all’Italia di rispettare la diminuzione delle emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 (rispetto al 1990), così come indicate dall’Unione europea. Nella Lettera Aperta, con riferimento alla Tav in Valsusa, viene ricordato che “c’è una porzione del nostro territorio nazionale sotto occupazione militare condotta da corpi armati dello Stato. Non si tratta di un distretto permeato dalla criminalità organizzata, ma di una vallata alpina. In quell’area anche i principi fondamentali della Costituzione sono interpretati in senso restrittivo”.

LA TAV IN VALSUSA

La Lettera Aperta prosegue ricordando “l’impatto sul bilancio ambientale globale”. E “sottolineando l’assoluta urgenza di agire in direzione della sostenibilità.” Viene anche affermato che “il cantiere protetto dai blindati Lince e dal filo spinato non rispetterà le scadenze indicate dall’Unione Europea riguardo alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera”. “Chiunque abbia un minimo di competenze specifiche può verificare che le cose stanno così. Dubbi al riguardo sono stati espressi anche dalla Corte dei Conti Europea.” Al termine della Lettera Aperta c’è l’invito al Presidente Draghi che “ha in questo momento molti e rilevanti problemi da affrontare, fra cui quelli del concorso del nostro paese alla (ri)costruzione di un mondo sostenibile ed equo da trasmettere a coloro che non hanno al momento responsabilità decisionali ma se le troveranno presto, col rischio di dover affrontare emergenze drammatiche”.

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