È tempo di violette, un fiore “imperiale”. Questo fiore rallegra i nostri balconi e giardini in attesa della bella stagione. Fu molto amato dalla Regina Vittoria, che ne ordinò la coltivazione di 3000 vasi nelle serre del Castello di Windsor. La violetta è tuttavia legata ad un’altra indimenticata sovrana: la Duchessa Maria Luisa di Parma.
UN PO’ DI STORIA
Nella mitologia greca si narra di una ninfa di nome Io, amata segretamente da Zeus. Per nasconderla da sua moglie Era, la trasformò in una mucca bianca. Io era però abituata a mangiare cibo umano e così Zeus trasformò le sue lacrime in profumate e bellissime violette, che solo a lei fu permesso di mangiare. Gli ateniesi consideravano questo fiore il simbolo della loro città. Un’altra leggenda racconta che le violette in principio erano tutte di colore bianco. Vedendo Maria soffrire per il figlio crocifisso, diventarono di colore viola, per sottolineare il suo lutto. Ancora oggi nell’arte cristiana, la viola simboleggia l’umiltà della Vergine. I romani decoravano le tavole per i banchetti con questo fiore, nella convinzione che potesse prevenire l’ubriachezza. Nell’Ottocento, i giovanotti portavano fiori di violetta all’occhiello della giacca per indicare che erano ancora celibi.
VIOLETTE SELVATICHE E VIOLETTE COLTIVATE
Il genere viola comprende circa 500 specie. Si dividono in due gruppi: le violette selvatiche e quelle coltivate. Le prime crescono in modo spontaneo lungo le rive dei ruscelli, ai margini dei sentieri e tra il muschio del sottobosco. Fa parte di questo gruppo la viola mammola. Quelle coltivate sono state create dall’uomo ed abbelliscono i nostri balconi e giardini. La più celebre è quella di Parma, con fiori doppi color lavanda chiaro molto profumati. La violetta di Udine è stata ottenuta dal Conte Filippo Savorgnàn di Brazzà Sorreschian a metà Ottocento partendo dalla violetta di Parma. Presenta infiorescenze profumatissime che appaiono come piccole rose blu/viola chiaro con gola variegata di bianco. Esistono tuttavia molte altre varietà, tra le quali la viola odorata ‘Baronne Alice de Rothschild’, che produce fiori porpora molto profumati adatti ad essere recisi. La viola odorata ‘Perle Rose’ regala invece fiori color rosa corallo scuro.
COME COLTIVARLE
Le violette sono facili da coltivare sia in vaso sul balcone che in giardino. I loro fiori sbocciano su steli esili, circondati da un cuscino di foglie fatte a cuore. Amano l’ombra e l’umidità. In natura nascono spontanee lungo le rive dei ruscelli e tra il muschio del sottobosco. Quelle a fiore semplice sono più resistenti al freddo rispetto a quelle a fiore doppio. Bisogna collocarle in un luogo ombreggiato in estate, ma soleggiato in inverno. Annaffiarle regolarmente, facendo in modo che il terriccio sia sempre umido, anche d’inverno. Se coltivate in vaso, collocare sul fondo del recipiente uno strato di argilla espansa per favorire il drenaggio dell’acqua. Il terriccio ideale è quello universale. Posizionando cortecce sulla superficie della terra si manterrà il terriccio umido più a lungo. In giardino il posto ideale è ai piedi di un albero. Eliminare regolarmente fiori e fogli appassite.
LE VIOLETTE DI MARIA LUISA
Maria Luisa, figlia dell’Imperatore Francesco II d’Asburgo-Lorena, sposò Napoleone Bonaparte. Quando il marito, sconfitto militarmente, perse la corona, il Congresso di Vienna la confermò Duchessa di Parma e Piacenza. Maria Luisa fu subito amata dai parmensi. Tra le opere che fece realizzare, va ricordato il Teatro Regio, vero e proprio tempio della lirica. La sovrana amava le violette di Parma fin da quando viveva ancora alla corte di Vienna. Nella sua corrispondenza era solita sostituire la propria firma con il disegno di una violetta. Una volta giunta a Parma, si fece costruire un orto botanico per coltivare questo fiore nel giardino della Reggia di Colorno. I suoi domestici avevano la livrea color violetta ed il fiore era dipinto sui suoi piatti e ricamato sui suoi abiti. Il profumo a base di violetta che veniva prodotto in esclusiva per lei, dal 1870 è prodotto in serie ed è oggi venduto dalla Profumeria Color Viola, nel centro della città.
IL BORGO PROVENZALE DELLE VIOLETTE
Il borgo medievale di Tourrettes-sur-Loup, sorge su uno sperone roccioso, a circa 400 metri di altitudine. Collocato nell’entroterra, alle spalle di Cagnes-sur-Mer, è carettaristico per le sue case in pietra rosata, costruite attorno all’imponente castello del XIII secolo. Il borgo è chiamato la “città delle viole”. A partire dal 1880 l’economia del paese ruota proprio attorno alle violette, che qui hanno trovato un microclima ideale per crescere. La varietà coltivata è la violetta odorata “Vittoria”. Da questo fiore, si ricavano molti prodotti: lo sciroppo, le caramelle, la grappa ed il gelato. Le violette candite sono veramente squisite. Ogni anno dal 1952 la prima domenica di marzo si tiene la Festa della Violetta. Le strade del villaggio si animano di musiche e danze locali e viene organizzata una grande sfilata di carri addobbati di fiori. Le celebrazioni si concludono con la battaglia dei fiori.
LE VIOLE DEL PENSIERO
Le viole del pensiero sono ibridi della viola tricolor. Possono raggiungere un’altezza di 10-20 cm, hanno foglie peduncolate lanceolate o arrotondate e fiori di diversi colori a seconda della varietà: gialli, viola, blu o di più tinte. Tollerano il freddo e vanno collocate in una posizione soleggiata al riparo dal vento. Se poste in luogo ombreggiato sviluppano le foglie e producono pochi fiori. Il terriccio ideale è quello universale, mescolato a torba e sabbia. Vanno annaffiate due volte alla settimana, evitando i ristagni d’acqua.

































