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In Valsangone le giornate Giornate FAI d’Autunno tra miniera e mulino Sabato 12 e domenica 13 ottobre in due siti storici

FAI Valsagone

GIAVENO – Si è svolta presso Villa Favorita, la sede del’Unione Montana Valsangone, la presentazione delle Giornate FAI d’Autunno. A presentare l’iniziativa il presidente del FAI Valsangone Flavio Polledro. Con lui il presidente Alessandro Merletti, il sindaco di Coazze Paolo Allais l’onorevole Daniela Ruffino e il vice sindaco di Giaveno. In sala tutti i protagonisti delle due giornate che si svolgeranno in Valsangone: i proprietari del Mulin dou Detu e i vari volontari che guideranno il pubblico nelle luoghi di visita. “Un weekend unico, irripetibile. Due giorni per sfidare la capacità degli italiani di stupirsi e cogliere lo splendore del territorio che ci circonda, invitando alla scoperta di 700 luoghi in tutta Italia“.  Ha spiegato Polledro.

FAI Valsagone

GIORNATE FAI D’AUTUNNO

Anche in Valsangone il FAI c’è” – ha detto ancora Polledro. “Dopo il successo riscosso durante le Giornate FAI d’Autunno 2018 dedicate all’Acqua del Re a Sangano e all’edizione primaverile 2019 dal titolo “Il Bronzino Ritrovato” presso il Comune di Reano. In questa edizione delle- Giornate FAI d’Autunno 2019 il Gruppo FAI Valsangone propone delle sorprendenti visite in due localià del territorio. Giaveno con l’antico “Mulin dou Detu”. Forno di Coazze con la Miniera di Talco di Garida. Sono in collaborazione con il Comune di Giaveno, il Comune di Coazze e l’Unione dei Comuni Montani Valsangone. Quindi il Museo Civico Etnografico del Pinerolese,  l’Associazione GE.CO e il Soccorso Alpino“.

FAI Valsagone

 

L’APPUNTAMENTO AL MULINO

Al Mulin du Detu solo sabato 12 ottobre in via Beale, 8 a Giaveno. Orari: dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 18. uno dei più grandi e più antichi mulini della Val Sangone. Delle quattro macine di cui era composto, due macinavano solo grano, le altre due servivano per il granoturco, segala, avena, castagne e fave. Una caratteristica particolare è proprio la grande ruota esterna, a pale metalliche, che gira in senso antiorario per lo scorrimento dell’acqua del canale. Il “biàl” che arriva direttamente dal Sangone, mentre normalmente i mulini ad acqua ricevono l’acqua dall’alto.

La struttura delle macine è composta da un cassone esterno in legno, due ruote orizzontali, dette palmenti, e una tramoggia dove viene versato il prodotto da macinare. Le ruote di pietra sono due per ogni macina: una è fissa, mentre la seconda, sospinta dalla forza trasmessa dall’acqua, gira sulla prima. Hanno diverso spessore e, a seconda del tipo di macinatura, vengono rigate o “martellate” con un apposito attrezzo a punte intercambiabili. Lavorano al progetto una rete di attori: Associazione Principi Pellegrini Divangazioni, Giardino Botanico Rea di Trana, Museo Civico Etnografico del Pinerolese e Associazione Centro Arti e Tradizioni di Pinerolo. Anche Associazione Mulin Du Detu, Associazione Panificatori Artigiani De.C.O. Giaveno, Ecomuseo dell’ Alta Val Sangone.

LA MINIERA DI TALCO “GARIDA”

Sabato 12 e domenica 13 ottobre in Frazione Forno, orari: dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 18. La visita alla Miniera è riservata esclusivamente ai tesserati FAI che hanno preventivamente effettuato la prenotazione. In una relazione del 31 dicembre 1783 che il conte Ludovico Birago di Vische ricordava l’impiego della terra di Giaveno. Nella composizione delle sue porcellane. Fondatore della manifattura di ceramiche di Vische, il nobile era stato responsabile tra il 1765 e il 1768 della prima produzione di porcellana a pasta dura in Piemonte.

Ottenuta mescolando diversi tipi di caoloniti provenienti da Castellamonte, Baldissero e, appunto, dalla Val Sangone. Anche se probabilmente le prime escavazioni di talco a Garida furono effettuate già nella prima metà dell’800. Poi una lunghissima storia che si concluse nel 1968, quando chiuse perchè il talco estratto era insufficiente per compensare i costosi lavori di estrazione. L’ultimo capitolo della storia della miniera di Garida comincia nel 1994. La ditta Lavori Minerari Rossi ottiene il permesso di escavazione, e affiancata dall’Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Minerarie, avvia il progetto di rendere la miniera in tutto e per tutto funzionante. Anche visitabile da chi lo desideri, progetto che è ancora in svolgimento.

Giornate ambiente italiano d'autunno – Flavio Polledro presidente FAI Valsangone

Gepostet von L'Agenda News am Freitag, 4. Oktober 2019