Giaveno: riprende l’attività della pesca per grandi e piccoli al Lago Fario  Il lago è aperto quattro giorni alla settimana

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GIAVENO – Riapre all’attività il Lago Fario di Giaveno. Il lago è aperto quattro giorni alla settimana: lunedì, giovedì, sabato e domenica; in orario estivo, quello in vigore da marzo al 31 ottobre, dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 18.30 e da giovedì 15 aprile. Per informazioni si può chiamare il numero 338.8052547 eseguire la pagina facebook Lago Fario; il lago si trova in via Cumiana 11.

LA GESTIONE

A gestirlo l’Unione Sportiva Iam Veni Valsangone, associazione sportiva dilettantistica affiliata Fipas – Coni, attualmente presieduta da Paolo Ruffino. Si occupa dell’ordine e della manutenzione dell’area e dell’attività di pesca, praticabile con l’acquisto dei buoni pesca e il tesseramento all’Associazione. La tessera per i giovanissimi, soci “Pierin” fino a 14 anni compiuti è fissata in 20 euro. Per gli ordinari è di 30 euro. I buoni pesca costano invece 25 euro e valgono 10 buchi, dove per buchi sono le varietà e quantitativi di pescato annessi. Un buco: trota Iridea, Iridea Salmonata. Due buchi trota Fario, Salmerino. Le acque del lago contengono anche storione e carpe per ripopolamento e quindi non soggette a pesca. Le tecniche praticabili sono quelle classiche, fra le quali lo spinning, e con il galleggiante, con l’impegno di esche vive o artificiali.

CURIOSITA’

La pesca a spinning è un tipo di pesca sportiva mirata alla cattura dei pesci predatori. Essa prende il suo nome dal movimento dell’esca artificiale (dall’inglese to spin, ruotare). La pesca a spinning era originariamente praticata con esche come cucchiaini rotanti (spoon in inglese) che, venendo recuperati ad una velocità variabile, producevano un movimento rotatorio in acqua e quindi delle vibrazioni che attiravano il pesce. Lo spinning è una tecnica di pesca nella quale si utilizzano esche artificiali, in metallo, legno o plastica. In generale, con questo metodo di pesca, si tende alla cattura di pesci predatori, attratti dal movimento dell’esca, dal suo colore, dalla sua somiglianza a piccoli pesci di cui essi si nutrono oppure infastiditi dal passaggio dell’esca nel loro territorio di caccia.

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