GIAVENO – E’ un vero e proprio appello quello scritto dai dottori Vincenza Calvo e Antonio Iacobellis ai cittadini di Giaveno. “Cari concittadini in questo momento di emergenza per il nostro paese ĆØ importante restare uniti ed essere solidali. Siamo amministratori comunali e siamo Medici, e seppure in formazioni politiche diverse, abbiamo deciso di scrivervi una lettera insieme. Ć un invito a restare a casa, un invito disperato, da medici quali siamo. Ogni giorno nella nostra professione vediamo persone che stanno male; ĆØ una scelta che abbiamo fatto, e che ci ripaga quando capiamo di poter fare la differenza, di poter aiutare. Anche in questo momento di emergenza sanitaria siamo in prima linea e diamo il nostro contributo. Stavolta però la differenza non possiamo farla solo noi: stavolta la differenza la fanno le persone che seguono le regole, nella battaglia contro questo nemico invisibile”.
SENSO DI RESPONSABILITA’
“Stavolta la differenza la fa ognuno di noi. Ć necessario un grande senso di responsabilitĆ e di rispetto per sĆ© stessi e per il prossimo. Vi chiediamo, vi preghiamo, di attenervi alle regole per evitare il peggio per voi e per i vostri cari, per diminuire la velocitĆ del contagio. Questo ĆØ un virus nuovo, si dice in gergo che āha fatto un salto di specieā ed il nostro sistema immunitario non ha ancora sviluppato gli anticorpi per difenderci. Troppe persone contagiate hanno bisogno di cure intensive, e il nostro sistema sanitario nazionale, pure uno dei migliori al mondo, fatica a curare tutti coloro che ne hanno bisogno. Un Medico Rianimatore Anestesista e un Medico di Famiglia sanno purtroppo molto bene cosa significa essere intubati e avere bisogno della respirazione assistita: vi garantiamo che non ĆØ una bella esperienza”.
FIDUCIA
“Fidatevi di noi: ĆØ una situazione che mette angoscia, pure a chi conosce bene i meccanismi del corpo umano. Una situazione che inoltre isola le persone colpite da tutti i familiari. Potete immaginare di avere un parente che sta molto male o che sta morendo, e non poterlo salutare? Potete immaginare di essere voi in cura intensiva e non poter vedere nessuno dei vostri cari? Immaginatelo, e state a casa. Per questo ĆØ indispensabile che chi non ne ha la assoluta necessitĆ , rimanga a casa e limiti gli spostamenti al minimo indispensabile. Soltanto tutti insieme possiamo sconfiggere questo virus, impedendogli di propagarsi. Siamo noi il suo mezzo di trasporto: se non ci muoviamo, muore lui. Ricordiamo alcune semplici regole che tutti sono chiamati a seguire: lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o gel idroalcolici. Evitare di toccarsi occhi, naso, bocca; la faccia in generale. Mantenere un metro di distanza dalle altre persone in modo che le goccioline di saliva non passino da una persona allāaltra. Coprire naso e bocca con un fazzoletto monouso quando si tossisce o starnutisce e poi buttarlo subito in un contenitore chiuso. Se non si ha il fazzoletto usare la piega del gomito non le mani”.
LE SOLUZIONI
“Sono poche semplici istruzioni, la principale delle quali rimane restare a casa se non si hanno esigenze lavorative o di spesa necessaria. Significa non uscire per comprare solo un panino o una fetta di carne. Fate una buona spesa che duri più o meno una settimana, usate le mascherine come protezione. Assolutamente proibiti gli affollamenti o riunioni, e se volete fare sport fate ginnastica a casa. Soltanto uniti possiamo farcela. Uniti ma distanti. Uniti con il cuore, con il pensiero, con lāamore. Con il rispetto per la propria salute e quella degli altri. Dobbiamo uscire fuori da questa emergenza e la nostra comunitĆ di Giaveno deve dare un segnale importante di compattezzaā¦sƬ, abbiamo capito, stiamo a casa”.
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