Gianni Oliva a Bussoleno presenta il libro “La prima guerra civile”

BUSSOLENO – Nel grande romanzo della storia italiana, l’Unità d’Italia viene spesso raccontata come un processo lineare: patrioti, battaglie, tricolori al vento e infine la nascita dello Stato unitario. Ma la realtà, come sempre accade quando si osserva da vicino il passato, è più complessa, più inquieta, più umana. Ed è proprio in questo spazio tra mito e realtà che si inserisce l’incontro con lo storico Gianni Oliva, protagonista della rassegna letteraria “Viaggiando tra le pagine – Incontri con gli autori”, in programma mercoledì 25 marzo 2026 alle ore 17.30 nella Sala Consiliare del Comune di Bussoleno.

Gianni Oliva a Bussoleno

L’appuntamento sarà dedicato alla presentazione del libro La prima guerra civile, un saggio che affronta uno dei capitoli più controversi e meno raccontati della storia nazionale: le rivolte e le repressioni nel Mezzogiorno negli anni successivi all’Unificazione dell’Italia. A dialogare con l’autore sarà il Presidente dell’Associazione Culturale Vitaliano Brancati Giovanni Firera. L’iniziativa rientra nel programma culturale promosso dall’Unione Montana Valle Susa, dal Sistema Bibliotecario Valsusa e dal Comune di Bussoleno, in collaborazione con l’Associazione Culturale Vitaliano Brancati e ADI Agenzia Digitale Italiana.

Il ruolo della cultura come spazio di dialogo

Come Consigliere alla Cultura – afferma Antonella Arianos ritengo che La prima guerra civile di Gianni Oliva rappresenti un contributo di grande valore per la comprensione di una fase complessa e spesso divisiva della nostra storia nazionale. L’opera ha il merito di riportare al centro del dibattito pubblico il tema delle fratture interne che hanno attraversato l’Italia, affrontandole con rigore storico ma anche con una narrazione accessibile, capace di coinvolgere un pubblico ampio. In un momento in cui la memoria storica rischia di semplificarsi o polarizzarsi, questo libro invita invece a riflettere con maggiore consapevolezza, superando letture ideologiche e restituendo dignità alla complessità dei fatti. Dal punto di vista istituzionale, lavori come questo sono fondamentali perché contribuiscono a costruire una cittadinanza più informata e critica. Promuovere la lettura e il confronto attorno a testi di questo tipo significa rafforzare il ruolo della cultura come spazio di dialogo, memoria condivisa e crescita civile. Per queste ragioni, considero La prima guerra civile non solo un importante saggio storico, ma anche uno strumento prezioso per alimentare una riflessione collettiva sul nostro passato e, di conseguenza, sul nostro presente”.

 

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