GIAVENO – Si è tenuta sabato scorso la commemorazione in ricordo di Felice Bertotti e Augusto Ruffino, i due bambini uccisi dallo scoppio di un ordigno bellico, un oggetto scuro trovato ai margini di un campo in località Cascina Coccorda a Giaveno e preso in mano da uno dei due avvenuta ottant’anni fa. Aveva sei anni Giuseppina Bertotti quando perse il fratello di 10 anni e un altro bambino di 8 anni in quella disgrazia. “Io ed una mia amica eravamo al pascolo e giocavamo nell’acqua di una bealera poco lontano, ci fu un botto fortissimo, sentimmo delle urla, le persone correvano per andare a vedere cosa era successo, anch’io. Mi padre mi diceva di andare a casa, ma io ho visto.” Un ricordo chiaro e sconvolgente, di un corpo dilaniato dall’esplosione ed un altro corpicino carbonizzato. L’iniziativa commemorativa si è svolta presso la stele dedicata su iniziativa della Città di Giaveno, dell’ANPI Giaveno Val Sangone e dell’Ecomuseo della Resistenza della Val Sangone, con la partecipazione di familiari e cittadini.
Morti a 8 e 10 anni per una bomba a Giaveno

Parole sulla memoria sono state pronunciate dalla Presidente dell’ANPI Lilliana Giai Bastè: “Ci impegniamo a mantenere viva la memoria ricordando i fatti e i caduti partigiani e civili che abbiamo avuto per non dimenticare cosa è stata la guerra“. Per la famiglia Bertotti erano presenti con Giuseppina alcuni nipoti e Ottavio Bertotti, per Ruffino il nipote Sergio Ruffino. Domenica 6 luglio la Città di Giaveno con l’Assessore alla Cultura Versino ha presenziato alla commemorazione dei 23 caduti della strage del Colle del Lys e dei 2024 caduti delle Valli di Lanzo, Susa, Sangone e Chisone. “Un appuntamento in cui è un dovere esserci, in cui hanno perso la vita più di 2000 persone per ribadire con forza i valori di democrazia, pace e libertà. È importante portare avanti il messaggio dei nostri nonni e bisnonni che hanno combattuto in vari modi contro la dittatura nazifascista e l’oppressione verso gli Italiani e tanti popoli europei. – ha scritto l’Assessore in un post sul suo profilo social – Oggi in tempi di guerre e disuguaglianze, non si cerca dialogo e diplomazia, ma si preferisce l’uso di armi e bombe, soprattutto sui civili innocenti, ma é invece necessario rimanere uniti per un Europa compatta, liberale e civile.”


































