Don Luigi Crepaldi è il nuovo parroco a Novalesa La solenne celebrazione con il vescovo Badini Confalonieri

NOVALESA – Con la messa solenne officiata da monsignor vescovo Alfonso Badini Confalonieri, don Luigi Crepaldi ha preso possesso della parrocchia di Novalesa. Nell’importante chiesa di Santo Stefano si è svolta una cerimonia seguita da moltissimi fedeli, presenti le autorità civili e le realtà associative che si sono presentate al nuovo parroco. La celebrazione, curata nei minimi particolari ha raggiunto momenti di vera commozione. Dopo il riconoscimento ufficiale della nomina a parroco con la significativa “presa” della poltrona parrocchiale è venuto il momento dell’accoglienza. La cantoria parrocchiale diretta da Mariano Martina e Matteo Ghiotto ha riscaldato la celebrazione.

A NOVALESA

Ha poi preso la parola don Luigi, molto commosso, ma come sempre posato e attento. Un discorso composto da molti ringraziamenti per quanti l’hanno accolto, incoraggiato e sostenuto ed infine un saluto ai suoi parrocchiani delle sue precedenti esperienze pastorali. Il parroco ha ringraziato gli intervenuti, le associazioni civili e d’arma e i “suoi” carabinieri rappresentati dai marescialli. E’ stata una domenica di pura energia per augurare felicità al nuovo servizio sacerdotale che comprenderà molti impegni non solo pastorali ma anche amministrativi. Don Crepaldi presi i voti ha seguito le comunità di Villar Focchiardo, San Giorio e Condove adesso oltre gli impegni in Diocesi è nel paese dell’Abbazia.

CHIESA DI SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

La chiesa parrocchiale di Santo Stefano sorge lungo la via Maestra, nel cuore dell’abitato di Novalesa. L’edificio, citato a partire dal XIII secolo, fu riedificato nelle forme attuali nel 1684. L’interno di presenta a navata unica con volte a botte, conclusa da un’abside poligonale. Una serie di lesene disegnano tre campate e separano la navata dall’area presbiteriale. Quest’ultima è dominata dall’altare marmoreo settecentesco, al di là del quale è presente, sulla parete di fondo, il bel retable ligneo opera tardo seicentesca realizzata da maestranze lombardo piemontesi. Sul retable campeggia lo stemma dell’abate Giovanni Battista Isnardi de Castello di Caraglio, commendatario di Novalesa tra il 1685 e il 1728. La struttura è inoltre dominata, al centro, dal dipinto raffigurante il Martirio di Santo Stefano assegnato ai modi di Sebastiano Taricco. Sempre nell’area absidale è conservata, in una nicchia posta sul lato sinistro, l’urna reliquiario di Sant’Eldrado, prezioso manufatto in argento realizzato da un argentiere mosano-renano databile alla fine del XII secolo e assimilabile a opere analoghe conservate presso il Tesoro dell’Abbazia di St. Maurice d’Agaune, in Svizzera. Sulla cassa sono raffigurati S. Pietro, S. Eldrado, la Vergine e gli Apostoli.

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